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A lezione di touristic incoming inglese

Karl Wolfsgruber

Lezione n.1) Quanti di noi hanno sentito parlare della spada nella roccia estratta dal leggendario condottiero britannico Re Artù? Tutti, o quasi. Ma quanti di noi, invece, sono a conoscenza o hanno sentito mai parlare di antiche e vere spade conficcate nella roccia in Sardegna (a Orune) o in Toscana (a Chiusdino)? O che il mito di Re Artù, molto probabilmente, derivi dalle gesta di un coraggioso generale Romano di istanza in Britannia? Nessuno, o quasi.

Risultato: i turisti che ogni anno si recano in Cornovaglia a visitare il Castello di Tintagel, casa natale del (mai esistito) Re Artù sono decine di migliaia. Quelli che si recano ad Orune e a Chiusino, poche migliaia.

Lezione n. 2) Quanti di noi hanno ammirato il coraggio del leggendario brigante della foresta di Sherwood, Robin Hood? Tutti, o quasi. Ma quanti di noi, invece, conoscono le imprese dei veramente esistiti ribelli (cinesi, arabi, greci, romani, calabresi, etc.) che si sono distinti nella storia per essere stati forti uomini d’arme e, al tempo stesso, capaci di accorrere dove l’ingiustizia opprimeva i più inermi?  Troppo pochi.

Risultato: i turisti che ogni anno si recano nel Nottinghamshire a visitare il covo segreto nella Foresta di Sherwood del (mai esistito) Robin Hood sono decine di migliaia. Quelli che si recano, ad esempio in Aspromonte consapevoli di visitare i luoghi dove visse il “Cacciadiavoli” (all’anagrafe Nino Martino – un brigante calabrese noto per aver vendicato molti torti subiti dalla gente povera) sono poche decine. 

Lezione n. 3) Quanti di noi hanno amato le straordinarie congetture e le paraboliche analisi investigative del mitico (e personaggio letterario) Sherlock Holmes? Tutti o quasi. Ma quanti di noi, invece, conoscono le imprese dei tanti veri grandi investigatori (cinesi, arabi, greci, romani, italiani, etc.) che si sono distinti nella storia per il loro ammirevole coraggio dimostrato nella lotta contro il crimine per difendere le proprie comunità? Sempre troppo pochi.

Risultato: i turisti che ogni anno si recano a Londra, in via Baker al numero 239 per visitare la casa del (mai esistito) detective con la pipa? Decine di migliaia. Quelli che si recano, ad esempio, nel piccolo paesino Campano di Padula a visitare la casa natale di Giuseppe Petrosino, detto Joe (un poliziotto italiano pioniere nella lotta contro il crimine organizzato negli Stati Uniti)? Anche in questo caso sono poche decine.

Lezione n. 4) Quanti di noi… invece, sanno che Shakespeare era, con molte probabilità (e documenti storici), il messinese, naturalizzato inglese, Michelangelo Florio? Eclettico studioso e letterato (figlio del medico palermitano Giovanni Florio e della nobildonna Guglielmina Crollalanza) che scelse come pseudonimo il nome della madre… diventando così il grande William (Guglielmo) Shakespeare (Scrolla-Lancia)… Ma di questa impareggiabile Lezione di Touristic Incoming inglese (o, se preferite, di Touristic Outcoming italiano) parleremo in seguito.

“L’Angleterre est une nation de boutiquiers (bottegai, n.d.r.)” disse un tempo Napoleone Bonaparte e noi, qui, su questa definizione, aggiungiamo, Chapeau!

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