Costume e Società

Uno studio ci aiuta a capire il dolore per la morte del nostro amico animale

Nelle società più sviluppate è sempre più presente nelle famiglie un animale d’affezione e cani e gatti rappresentano veri e propri compagni di vita per più della metà degli italiani. E’ diventata talmente importante la loro presenza che anche il mondo della comunicazione commerciale li utilizza, o direttamente o al meno come immagine di contorno, come si può osservare guardando le pubblicità televisive. Si organizzano dibattiti, si rivedono i regolamenti comunali, aumentano i negozi, spesso veri e propri supermercati, dedicati alle loro esigenze non solo alimentari. Purtroppo però i nostri amici animali che ci aiutano a crescere nella comprensione delle esigenze altrui, dei più deboli, che ci fanno compagnia nella solitudine, sempre più di frequente, specie nelle città, che ci costringono a fare un po’ di movimento e a volte ci spingono a praticare autentiche attività ludiche e sportive hanno una vita molto più breve della nostra. In pochi anni il simpatico cucciolo che ci ha fatto impazzire con le pipì e le rosicchiature diventa il compagno e amico di passeggiate e di serate televisive e poi, quasi d’improvviso diventa il cane anziano che fatica a camminare, che ha bisogno di cure ed attenzioni, che a volte si ammala così gravemente da non lasciare alcuna speranza. Come le persone i nostri amici animali muoiono, muoiono e lasciano un vuoto, un dolore che solo chi l’ha provato comprende perché muore un componente della famiglia ma anche una parte di noi se ne va, perché non faremo più tante cose che facevamo con loro, perché realizziamo quanto sia provvisorio quello che siamo e quello che facciamo. Ma la vita continua, deve continuare perché è un dono, è l’unica opportunità che abbiamo per lasciare a coloro che verranno dopo di noi un mondo un po’ meglio o almeno non peggiore. Per molti piano piano ricominciano nuovi affetti, che non ci faranno mai dimenticare coloro che se ne sono andati, ma che ci condurranno verso nuovi momenti di amicizia e tenerezza. Occorre però elaborare il lutto anche per la perdita del nostro compagno peloso e per questo un team internazionale, con molti esperti italiani, ha dato vita al progetto Mourning Dog Project. Il progetto, guidato dall’Università Statale di Milano, studia il dolore delle persone che perdono il loro quattro zampe evidenziando l’impatto psicologico la cui intensità è stata troppo sottovalutata. I primi risultati sono già stati pubblicati dalla rivista Animals e confermano la tendenza delle persone ad umanizzare l’animale di casa. Lo studio è guidato dalla dottoressa Federica Pirrone, etologa del dipartimento di medicina veterinaria della Statale di Milano, e da Stefania Uccheddu, veterinaria esperta nel comportamento animale del Vetethology Group del Belgio, in collaborazione con studiosi di università di diversi paesi. Per milioni di persone l’impatto psicologico, per la morte del proprio amico animale, dolore, rabbia, depressione, solitudine, rimpianti ha conseguenze importanti specie quando la morte arriva inaspettata e la ricerca, lo studio vuole affrontare tutti i vari aspetti con l’ausilio di ricercatori spagnoli, canadesi, anglosassoni e di altri paesi.

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