Attualità

01.01.2020: la dittatura 4.0

Lo storytelling contemporaneo ha descritto ampiamente i termini attraverso i quali vengono definiti i poteri forti, siano essi espressione del mondo della finanza o dell’economia come di altre corporazioni.

Viceversa, quando si pensa al potere forte dello Stato il ricordo va inevitabilmente ai paesi dell’Est Europa.

La storia insegna come la ragione di Stato o, meglio, gli interessi di coloro che in nome dello Stato operavano risultassero prevalenti in rapporto ad ogni normale diritto fondamentale dei cittadini in virtù della suprema applicazione dell’ideologia socialista e comunista. La stessa amministrazione della Giustizia gestiva la propria attività in funzione dell’applicazione della preminenza degli “interessi dello Stato” rispetto a quelli del povero cittadino.

All’interno delle democrazie occidentali, viceversa, la prescrizione nasce come Istituto a tutela dei diritti del cittadino al quale viene riconosciuto il diritto fondamentale di risultare non colpevole fino a sentenza  passata in giudicato. Quando uno Stato e la propria amministrazione della Giustizia non riescono a rimanere entro i termini della prescrizione per avviare a conclusione i procedimenti giudiziari le ragioni risultano molteplici. Innanzitutto una prima motivazione va ricercata (1) nella scarsità di risorse finanziarie ma anche nell’assoluta libertà (2) priva di ogni controllo o anche di una semplice verifica sull’efficienza della Magistratura accompagnate da una sostanziale depenalizzazione (3) di tutti i reati fino a cinque anni.

Quando si verificano le condizioni ai punti 1.2.3. allora si pongono due soluzioni.

La prima è quella di introdurre una serie di verifiche relative all’efficienza della Magistratura (utilizzando organi terzi o elezioni del Procuratore della Repubblica come negli Stati Uniti) assieme ad una contemporanea attribuzione di maggiori risorse finanziarie alla magistratura che comprenda anche la costruzione di nuove case penitenziarie. Oppure si abolisce la prescrizione come questo sciagurato governo ha deciso a partire dal primo gennaio 2020. Una scellerata decisione che permette allo Stato ma soprattutto a chi in  suo nome opera  di avviare un’indagine e un monitoraggio “sine die” relativi alle attività e alla vita di ogni cittadino. Una rivoluzione che attenta ai diritti fondamentali del cittadino onesto e che trova la silente complicità della Magistratura.

Di fatto l’Italia uscirà dal novero delle democrazie occidentali per entrare di fatto, dal primo gennaio 2020, nella nuova forma istituzionale di uno Stato il quale nell’articolazione della Giustizia risulta molto simile ai paesi dell’est prima della caduta del Muro di Berlino.

Di fatto cosi si definisce una moderna dittatura 4.0.

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