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Toghe&Teglie: il goulash alla trapanese

Marco Siragusa

Buona settimana ai lettori de Il Patto Sociale, alla tastiera torna con voi Marco Siragusa, avvocato penalista trapanese: mi avete già conosciuto con una ricetta tipica del mio territorio, “la pasta con le sarde a mare”, riveduta e corretta da quel pignolo di mio cugino Vito Emmolo. Questa volta, invece, non avrà voce in capitolo quel terrone! Trapani non è solo terra di couscous e gamberi rossi, si sappia…io,- soprattutto se sollecitato dai miei figli che ne sono ghiotti – posso allestire una pietanza che ha più a che fare con la tavola degli Asburgo Lorena che dei Borboni: il goulash. La mia versione, perlomeno: magari a Budapest sarà un po’ diversa ma qui siamo in Sicilia e siamo fantasiosi.

Si può pensare che sia qualcosa di complicato e, invece, è solo questione di un po’ di attenzione, tempo (almeno un paio d’ore abbondanti) e, naturalmente, scelta dei migliori ingredienti freschi.

Tanto per cominciare dovrete preparare l’ indispensabile soffritto di base: olio evo, cipolla, carote, sedano (il tutto tagliato a tocchetti piccoli) e un pizzico peperoncino; già, noi quaggiù ce lo facciamo mancare di rado e con la paprika vi assicuro che lega bene.

Ora fate rosolare la carne, sale e pepe q.b.; aggiungete due cucchiai di farina bianca e sfumate con un bicchiere di vino bianco. Buono, eh?! Per essere “sul pezzo” ci vorrebbe magari un Tocaj ma se non c’è accontentavi di quello che avete ricordando che la Convenzione di Ginevra vieta la somministrazione del Tavernello ai prigionieri di guerra…

Insieme al vinello aggiungete alcuni aromi (timo, rosmarino, salvia); prima che il bianco evapori del tutto coprite la carne con del brodo, altrettanto di carne che avrete preparato in precedenza, aggiungendo un cucchiaio di concentrata di pomodoro e la paprika regolandola secondo il gusto personale.

Fate cuocere a fuoco lento per un’ora; nel frattempo tagliate delle patate e fatele rosolare con un po’ d’olio in padella per poi aggiungile allo spezzatino e fate proseguire la cottura mantenendo la temperatura moderata per un’altra ora. In via preferenziale impiegate sempre pentole in coccio o pietra.

Una pietanza che non potete improvvisare se all’ultimo momento avete ospiti cui farla provare ma che, con i tempi giusti a disposizione, magari nel week end, saprà dare soddisfazione al palato.

Alla prossima! Magari delego del tutto mio cugino Vito con qualche ricetta a base di funghi…

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