Europa

La Polonia risponde alle dichiarazioni della Commissione sull’indipendenza giudiziaria

C’è tensione tra Varsavia e Bruxelles dopo che la Polonia ha accusato l’Unione Europea di adoperare “doppi standard”nel mettere in dubbio l’indipendenza del Tribunale costituzionale del paese. Il portavoce dell’organo esecutivo dell’UE per lo Stato di diritto, Christian Wigand, nei giorni scorsi ha dichiarato infatti che la Commissione era “fortemente preoccupata” per le nuove norme giudiziarie.

Non si è fatta attendere la reazione di Varsavia che, attraverso il viceministro degli affari esteri, Paweł Jabłoński, ha definito la posizione della Commissione “un’incongruenza molto grave” e ha fatto riferimento a una raccomandazione della Commissione del 2017 che invita le autorità polacche ad “astenersi da azioni e dichiarazioni pubbliche che potrebbero compromettere ulteriormente la legittimità della magistratura”.

Il conflitto legale si è intensificato quando i legislatori polacchi hanno approvato una legge che consente il licenziamento dei giudici se adottano decisioni in disaccordo con il governo. La Commissione ha chiesto perciò alla Corte di giustizia europea di congelare la nuova legge polacca.

Nel tentativo di riaprire il dialogo bilaterale, la vicepresidente dell’UE per i valori e la trasparenza, Věra Jourová, si è recata martedì scorso a Varsavia per incontrare i parlamentari e i funzionari di giustizia.

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