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Toghe&Teglie: la tartetatin alle cipolle

Fabiola del Torchio

Buongiorno ai lettori gourmet di questa rubrica sulla quale esordisco già dopo pochi giorni dal mio ingresso nel Gruppo Toghe & Teglie; sono Fabiola del Torchio, avvocata tributarista milanese che con la sua prima preparazione presentata ai colleghi spadellatori ha avuto un inatteso successo. Tanto è vero che ora sono qui con una ricetta che non è mia originale ma, forse, meno conosciuta e che nella versione che vi offro non è nemmeno difficile da preparare: la tartetatin alle cipolle, versione salata del più noto e tradizionale dolce francese.

Al posto delle mele, l’ingrediente principale sono, ovviamente, le cipolle e può essere servita con un aperitivo o con gli antipasti: vedete voi.

Facile il procedimento, secondo la mia versione: in una teglia ponete dei fiocchetti di buon burro, anche se non è un Echirè meno facile da reperire, assicuratevi della qualità, spolverate con un cucchiaio di zucchero di canna e ricoprite il tutto con cipolle bianche tagliate a rondelle: volendo si può mischiare un po’ di scalogno.

Avrete notato che non ho indicato quantità: dipendono molto dalla dimensione della tartetatin che volete realizzare e – quindi – dal diametro della teglia; badate solo di non esagerare con il burro per non incorrere in un prodotto finale che trasuda unto.

Lasciate riposare il tutto per una decina di minuti e poi ricoprite e sigillate la teglia con della pasta sfoglia (anche quella già pronta va bene se non avete molto tempo da dedicare) che dovrete forare in alcuni punti per impedire che si bruci lo zucchero all’interno e procedete con  una cottura iniziale a fuoco basso finché la pasta sfoglia non si colorisce un po’ all’esterno.

Intanto avrete portato il forno ventilato a 160 gradi ove sposterete la teglia per non più di  dieci/quindici di minuti: anche in questo caso regolatevi in base alla brunitura superiore raggiunta.

Ora siete pronti per servire: ribaltate la vostra tartetatin, avendo cura di non farla frantumare ponendo il piatto di portata sopra la teglia prima di avviare l’operazione…et voilà! Manca solo una guarnizione finale, se può piacere: una manciata di pezzetti di gorgonzola duro e piccante oppure, se volete fare i transalpini fino in fondo, usate del Rochefort ponendo attenzione, nel dosarlo, alla sapidità che – di norma – è maggiore del nostro gorgonzola.

Stuzzicante, vero? Alla prossima, quando mi meriterò ancora di rappresentare il Gruppo su Il Patto Sociale.

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