Attualità

Abbattere i lupi per cercare consenso

Il 26 novembre 2025 si è tenuto a Piozzano, in provincia di Piacenza, un incontro con diversi esponenti politici e non, il tema era la presenza dei lupi alle porte dei centri abitati.
Molte delle cose dette durante l’incontro contrastano con gli studi e le ricerche di Ispra, l’organo deputato, sia a livello nazionale che europeo, a monitorare il lupo nei suoi spostamenti, nei decessi e nelle eventuali problematiche inerenti la sua presenza sul territorio.

Come sempre, almeno da parte di quei politici che, a tutto campo, sono dalla parte dei cacciatori, ai quali il lupo può sottrarre alcune prede, si è enfatizzato il problema che invece in Africa, con realtà ben diverse e pericolose, è stato risolto trovando il modo per il quale i grandi carnivori, o gli erbivori particolarmente numerosi, possano convivere con gli agricoltori e gli allevatori con reciproco beneficio.

Sinceramente, leggendo ogni giorno la Libertà, il quotidiano locale, pensavamo che l’emergenza che avrebbe dovuto richiamare l’attenzione e la decisione del personale politico fosse la violenza che a Piacenza, e nel piacentino, aumenta  di giorno in giorno.
Se l’attenzione politica è sempre alla ricerca di un nemico da abbattere, specie se non si può difendere, ed a catturare qualche voto, si finisce che si creano sul territorio situazioni ancora più complesse e si capisce perché, ad ogni elezione, diminuisce la partecipazione al voto dei cittadini, così come hanno dimostrato anche le ultime elezioni  regionali.

L’abbiamo scritto più volte e l’hanno rimarcato scienziati ed esperti:
1) abbattere uno o due lupi in un branco crea uno sconquasso all’interno della loro organizzazione sociale, rende i lupi incontrollabili perchè perdono la catena gerarchica, i loro riferimenti

2) i lupi seguono le loro prede preferite, tra questi i cinghiali che scendono sempre più nell’abitato attirati dai bidoni dell’immondizia che per loro rappresentano un pranzo succulento, ancora non si è capito che in campagna, e nelle zone limitrofe alla città, i cassonetti dovrebbero essere ermetici e la raccolta, specie dell’umido, quasi giornaliera. I cittadini pagano molto per lo smaltimento rifiuti e sono costretti a differenziazioni che costano tempo ed occupano spazio ma il servizio resta colpevolmente carente

3) troppi allevatori lasciano nelle letamaie parti organiche, quali ad esempio la placenta, o addirittura animali nati morti. Per legge gli animali morti, le placenta e quant’altro dev’essere consegnato all’incenerimento ma per risparmiare pochi euro o per pigrizia o menefreghismo alcuni allevatori non lo fanno ed i lupi, comprensibilmente, si dedicano loro allo smaltimento, quello per loro è cibo per il quale risparmiano la fatica ed i rischi della caccia, così si avvicinano sempre più alle aziende agricole. Se voi foste una lupa, magari anche con dei cuccioli non trovereste più facile mangiare quello che trovate gettato sulle letamaie, cibo facilmente raggiungibile? Se siete un cucciolo cresciuto vicino ad un allevamento non imparereste a restare in zona senza aver più di tanto paura? Se agricoltori o allevatori non recepiscono la legge che vieta di tenere i loro cani legati alla catena e di notte non li ricoverano in luoghi sicuri, perché stupirsi se i lupi aggrediscono i cani che segnano la loro presenza, rappresentano per loro un pericolo ed essendo legati non si possono difendere?

4) Se nonostante siano regalati, a chi li richiede, pastori abruzzesi e maremmani, i cani da secoli utilizzati per la guardia degli armamenti dalla predazione dei lupi o anche di eventuali bipedi, questi cani non si richiedono, se non si mettono le recinzioni elettriche, per le quali esistono sovvenzioni, se le stalle di notte sono lasciate aperte, se di fatto, si vuole sempre vivere come fossimo gli unici proprietari del mondo e dell’ecosistema allora ogni ragionamento è inutile.

Piaccia o non piaccia ad alcuni, fortunatamente pochi ma influenti, dirigenti della Lega e di Fratelli d’Italia, i lupi sono in gran parte, ogni anno, già massacrati da macchine, camion, treni e bracconieri e l’Italia è spaventosamente indietro nella costruzione di vie protette per la fauna come esistono in altri paesi europei. Con buona pace di tutti, l’ecosistema ha nel lupo un punto fondamentale ed è il lupo ad essere perseguitato.

Alle porte delle città il pericolo è l’aumento della violenza, fisica e verbale, dell’ignoranza e del pressapochismo, del continuo cercare di inculcare paure e creare problemi per poi porsi come possibili risolutori e cercare così quel consenso che è sempre più rarefatto, infatti anche se si ha la maggioranza dei voti ma vota solo una minoranza chi comanderà sarà sempre la minoranza del popolo italiano.

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