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Allarme di Federalberghi: a Roma 1,4 miliardi di sommerso

A Roma l turismo low cost cresce con percentuali a tre cifre e il sommerso legato a questo fenomeno vale 1,4 miliardi di fatturato, secondo quanto segnalato dalla Federazione degli albergatori della capitale in occasione del XVII Albergatore Day.

Se nelle grandi città, negli ultimi cinque anni, il turismo di lusso è cresciuto costantemente (Roma +71% delle strutture a cinque stelle, Firenze +11%, Milano +22%, Venezia +18% e Palermo in sostanziale parità), come raccontano i dati di Federalberghi Roma, addirittura vola quello extralberghiero regolare. Nella capitale registra un +88%, ma a Milano tocca un incredibile +218,09%, a Venezia +170,82%, Palermo +141,08% e Firenze +79%. La situazione cambia ancora, però, andando a cercare il sommerso. Solo a Roma, a fronte dei 31.733 annunci di Airbnb e delle 17.938 strutture extralberghiere regolarmente censite, i dati elaborati (principalmente da Ebtl e Str) ipotizzano l’esistenza di altre 13.795 strutture fantasma. I 25,4 milioni di presenze “regolari” del 2019 nell’extralberghiero quasi raddoppiano con le 19.552.608 non dichiarate, per un fatturato sommerso di 1.368.682.547 euro e un mancato gettito di 68.434.127 euro di contributo di soggiorno.

A livello nazionale sarebbe invece di 500 milioni circa la cedolare secca non versata da Airbnb per il periodo settembre 2017- dicembre 2019, che porterebbe a stimare un esercito di circa 3.500 occupati in nero. Il tutto con prezzi degli affitti che schizzano alle stelle: nella capitale, si passa d’un soffio dai 1.700 euro al mese per 100 metri quadri in centro ai 5.500 euro per lo stesso appartamento in locazione turistica per un soggiorno di due persone per 30 giorni (+215%), con conseguente desertificazione del centro storico e destrutturazione del tessuto urbano e sociale. E un allarmante rischio overtourism: cavalcando la crescita degli arrivi internazionali nel mondo (+5,4%), tra dieci anni si possono stimare 78,7 milioni di presenze nella capitale.

«E’ il momento delle scelte: si vuole puntare su turismo low cost o su un turismo di qualità? Il buon senso indica il secondo, ma non basta dirlo», afferma il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, puntando il dito contro le irregolarità, ma anche contro «la concorrenza sleale». «Serve una programmazione – dice ancora – Roma è una città di cultura», indicando la via da percorrere: «su un turismo medio-alto dobbiamo puntare». «Il mare è pieno, c’è target per ogni offerta – commenta l’assessore al turismo di Roma Capitale, Carlo Cafarotti – Bisogna però creare un marchio, un brand made in Rome, certificare cosa è di qualità e cosa no». «Dare certezze, far sì che le condizioni siano uguali per tutti, costruire un sistema trasparente, far emergere illegalità e abusivismo» e poi «qualità sempre più alta, esperienziale, che metta al primo posto la bellezza e l’unicità del nostro Paese», le priorità per il sottosegretario del Ministero dei Beni culturali, Lorenza Bonaccorsi, che in un videomessaggio annuncia: «Nei prossimi giorni ci impegneremo in un provvedimento ad hoc». Nessuna «contrapposizione tra turismo low cost e turismo di qualità» per Pier Andrea Chevallard, commissario Confcommercio Roma, ma vanno considerate «le conseguenze» del primo “ad esempio sui rifiuti». «L’extralberghiero è anche una grande risorsa, ma in Italia il problema sono le regole», aggiunge Giovanna Pugliese, assessore al turismo della Regione Lazio, al «lavoro per un protocollo d’intesa con gli albergatori per un innalzamento della qualità dell’offerta».

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