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Dalle suole delle scarpe ai disinfettanti: come difendere la casa da Covid-19

di Paola Guidi – Il Sole 24 Ore del 15 aprile 2020

Scarpe e giacche in balcone; sì a saponi, alcol e candeggina (senza esagerare). Areare con intelligenza. Una mini guida (da Oms, ministero della Sanità e Health of China 2020) per igienizzare l’abitazione in modo efficace

Sono passati più di due mesi da quando si è diffuso il contagio da Covid-19 e ancora adesso scienziati e specialisti non sembrano d’accordo su quali precauzioni ci possano efficacemente difendere quando si è in casa. Ma su due di questi fattori si sono finalmente dichiarati d’accordo: la pulizia quotidiana e l’igiene profonda, che impedendo o limitando la proliferazione di batteri, muffe e virus, offrono un ambiente sano per tutti e in particolare per chi è anziano, malato o immunodepresso.

Si tratta dell’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, del Directorate General for health and food safety della Ue, dell’Health of China 2020 e infine del Ministero della Salute.

In questi mesi purtroppo sono girati consigli e guide contraddittori, dove si consigliava di tutto e il contrario di tutto. In realtà, sono necessari l’igiene e la pulizia perché, impedendo o limitando la proliferazione di batteri, muffe e virus, offrono un ambiente sano per tutti e in particolare per chi è anziano, malato o immunodepresso. Aiutano cioè a rafforzare le nostre difese naturali contro i “nemici” e contro il COVID-19.

Un secondo importante consiglio viene raccomandato: è inutile, anzi dannoso, esagerare nell’uso di prodotti disinfettanti che intasano l’ambiente di sostanze volatili allergizzanti e dannose e rendono meno forti le nostre difese.

In base all’esperienza acquisita in diversi Paesi nella lotta contro il Covid-19, ecco una mini-guida per una casa più salutare possibile.

15 aprile 2020

Cosa fare al rientro in casa?
Occorre lasciare le scarpe all’esterno senza nessun contatto con i pavimenti dell’interno e mettere sul balcone cappotti, giacche e calzoni per evitare di far entrare in casa smog, microrganismi e virus.

Non toccate quelle maniglie!
Mai toccare le maniglie esterne (e anche la porta esterna naturalmente) senza guanti e senza averle disinfettate con alcool denaturato o candeggina, due potenti disinfettanti consigliati unanimemente dagli enti sopracitati. Le maniglie infatti sembrano essere un concentrato di microrganismi di tutte le specie.

Per quanto tempo occorre ventilare?
La ventilazione degli ambienti è essenziale e per accelerare il ricambio occorre tenere aperte tutte le finestre in modo da creare un movimento veloce dell’aria. Chi ha problemi respiratori e rischia di raffreddarsi troppo deve coprirsi molto bene ma non restare al chiuso con l’aria viziata.

Contrariamente a quanto è stato scritto, non è vero che occorra ventilare molto spesso e anzi, se si abita in una città o in una zona inquinata (anche se l’inquinamento è nettamente diminuito), è bene aprire le finestre nelle ore in cui c’è meno smog, di sera o al mattino molto presto.

La vicinanza di camini e di grandi sistemi di climatizzazione condominiali, commerciali e industriali a tetto sconsiglia frequenti aerazioni durante il loro – rumoroso – funzionamento. Tutti gli enti scientifici citati dichiarano infatti che la concentrazione maggiore di contagi da coronavirus si è verificata – a prescindere da altri fattori – soprattutto nelle zone più inquinate.

Attenzione: se la casa è piccola, “affollata” e situata in una zona inquinata, se in famiglia vivono una o più persone anziane, o di salute precaria, è consigliabile acquistare un apparecchio ad alta capacità di filtrazione dell’aria, evitando accuratamente le versioni di bassissima efficacia che possono, anzi, dimostrarsi dannosi.

E per chi soffre di allergie respiratorie?
Come molti sanno, chi soffre di allergie respiratorie, in alcuni mesi a partire da marzo, deve evitare qualsiasi contatto con l’aria esterna carica di polline e allergeni che potrebbero scatenare attacchi molto pesanti anche asmatici. Questi possono essere pericolosi poiché espongono le persone che ne soffrono ad un alto rischio di contagio da coronavirus.

I medici consigliano, a parte il ricorso a farmaci specifici, di installare un climatizzatore di ultima generazione con speciali sistemi professionali di filtraggio che devono periodicamente essere o lavati o sostituiti. Gli ultimi modelli di produzione giapponese hanno addirittura una speciale funzione, la completa autopulizia con disinfettazione.

In cucina, la cappa può cambiare l’aria?
No. La cappa aspirante ha una funzione precisa, aspirare ed espellere all’esterno l’aria viziata con quasi tutto il suo carico di odori. Ma non introduce aria “nuova”, funzione della quale sono invece dotati gli aeratori. Da segnalare che esistono modelli di cappe hitech che si avviano automaticamente non appena si formano le prime “nuvole” di odori e fumi grassi.

E per il caldo, il climatizzatore va bene o no?
Va bene soprattutto perché la temperatura e l’umidità eccessive favoriscono il formarsi di inquinanti, ma si deve trattare solo di apparecchi di tecnologia attuale e con consumi decisamente ridotti, con etichetta A+ e A++. Molti non sanno che rispetto a qualche anno fa i consumi si sono dimezzati grazie al ricorso massivo a componenti, sensori e software di controllo estremamente precisi. Per esempio esistono – è utile saperlo – diversi modelli che, a parte le batterie di filtri professionali di cui sono attrezzati, creano addirittura una climatizzazione personale. I sensori di tecnologia evoluta misurano infatti la temperatura e l’umidità del microspazio dove si trova la persona (o le persone) dirigendo il fresco in questa direzione. Con un grande risparmio energetico.

Quale temperatura di lavaggio distrugge germi e virus?
Sia per la lavastoviglie che per la lavabiancheria la temperatura deve essere elevata, sopra i 60 gradi per la lavatrice e intorno ai 70 per lavare le stoviglie. Qualsiasi programma a bassa temperatura non ha l’efficacia lavante e igienizzante dell’alto calore. La spiegazione è semplice: i programmi a basse temperature hanno tempi molto lunghi di lavaggio. Tutto qui. Per i microrganismi patogeni non servono. Ottimo il ricorso al vapore delle nuove lavatrici ma deve essere secco e con un tempo prolungato. Vi sono alcuni modelli dotati di speciali programmi di igienizzazione e di trattamenti antibatterici che evitano il formarsi di muffe e germi all’interno. Se vi sono persone ammalate, immunodepresse o fragili occorre prevedere lavaggi separati. E per le stoviglie, mai lavarle a mano.

L’asciugatrice può eliminare il coronavirus?
Non esiste nessun elettrodomestico che garantisca questo secondo gli esperti o, perlomeno, non si ha ancora la prova che temperature e detersivi possano riuscirvi con risultati definitivi. Ma la pulizia è un fortissimo presidio e l’asciugatrice con la sua veloce ventilazione bollente crea un ambiente assolutamente sfavorevole a qualsiasi microrganismo pericoloso.

Si possono usare sostanze disinfettanti e battericide per tutta la casa?
Dipende. I tappeti vanno assolutamente puliti con l’aspirapolvere ogni giorno, un lavoro molto pesante ma necessario; il modo migliore per garantire un’igiene profonda è garantita dall’uso di un pulitore a vapore. Un trattamento identico per gli imbottiti. Se si tratta di tappeti di valore, antichi e delicati un consiglio: lavateli o comunque puliteli a fondo per poi metterli via, al riparo da polvere e tarme. Si elimina così una fonte di microinquinanti e un nido di germi pericolosi. Per igienizzare a fondo e eliminare il coronavirus vi sono diversi prodotti professionali che però vanno usati solo da personale specializzato. In casa, a parte il sapone che ha un’efficacia eccellente (dimostrata) sul Covid-19, due sono i prodotti consigliati per qualsiasi tipo di pulizia: alcool denaturato e candeggina appena diluita. Inoltre, potrà sembrare eccessivo ma qualsiasi oggetto, contenitore o abito, che proviene dall’esterno è un potenziale vettore di batteri e virus. È quindi consigliabile portarlo all’esterno, esponendolo al sole (che gli esperti hanno di recente indicato come nemico del COVID-19). E quindi pulirlo, disinfettarlo, igienizzarlo prima di riportarlo in casa.

Come si devono pulire i bagni e i sanitari?
Sempre con candeggina o alcool. Se si devono sostituire vecchi sanitari, esistono delle versioni made in Italy trattate in fabbrica con un film protettivo (Kerasan*Tech) che le rende inattaccabili da batteri e calcare grazie ad una bassissima microporosità. Consigliamo inoltre di acquistare in farmacia una riserva di copriasse per il water, in caso di uso promiscuo del bagno.

È meglio tenere il riscaldamento basso o alto?
Dai consigli di medici e infettivologi cinesi di Changsha (capitale della prefettura di Hunan, uno delle più colpite da coronavirus) il Covid-19 sembra non gradire il caldo umido e si trova dunque a suo agio al freddo. Tenendo comunque conto che chi ha problemi respiratori non deve stare ad una temperatura troppo bassa.

È meglio conservare gli alimenti in frigo o nel freezer?
Poichè in tempi di “prigionia” forzata come questa si tende a fare grandi scorte alimentari, è necessario congelare il più possibile cibi freschi o cotti divisi in porzioni, per evitare che vadano a male rapidamente. I cibi cotti in particolare sono immediatamente deteriorabili se mantenuti a temperatura ambiente. E anche in frigo (luogo peraltro carico di una incredibile miriade di germi, spore, virus, batteri e muffe) si mantengono per pochissimo tempo. Tutto ciò che è possibile congelare va congelato. Conviene inoltre acquistare un estrattore domestico per creare il sottovuoto in contenitori e sacchetti: la durata dei cibi arriva a triplicarsi.

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