Attualità

E dopo omicron?

Dott. Maurizio Cavallini - Medico chirurgo

Dai miei ricordi di studi classici le lettere dell’alfabeto greco sono tante, ben 24, e con omicron siamo alla numero 15. Questo ci deve indurre a pensare che oramai in due anni di esordio nel genere umano ha fatto tanta strada e che speriamo si esaurisca con la omega… ma così non sarà. Questo è dovuto al fatto che quando un virus entra nel circuito umano ci resta per molto, molto tempo, ma dobbiamo considerare che dal punto di vista evolutivo il virus subisce sempre continue e progressive trasformazioni e mutazioni: questo riflette la capacità del virus di sopravvivere in un ospite che presenta un importante sistema immunitario che lo combatte. Il Coronavirus ha però una variabilità genetica che è dalle dieci alle cento volte inferiore a quella del virus dell’HIV.

Ricordiamoci che lo “scopo” di un virus non è quello di essere letale o sempre più letale per il l suo ospite, ma l’essere più contagioso, ed è per questo che subisce mutazioni. Guardate bene che la cosa non è di poco conto! E i virus non sono per fortuna dotati di intelligenza: sono microorganismi acellulari che proprio per questo motivo non possono riprodursi da soli ma necessitano dell’invasione in cellule viventi per replicarsi e così evolvono con noi anche a fronte di pressioni esterne quali i vaccini. Anzi, maggiori pressioni esterne ha, maggiore è la velocità di possibili mutazioni (come è successo) che possono andare verso due direzioni: 1) lo spillone, cioè salto in una altra specie (molto poco probabile ahimè); 2) oppure si adatta, trasformandosi in un virus endemico potenzialmente meno patogeno. Cosa che sembra accadere con la variante omicron. Proprio qualche giorno fa il New York Times ha pubblicato un interessante articolo che riportava come il Sud Africa, paese in cui è nata e partita la variante omicron, abbia messo fine al tracciamento dei contatti e alle quarantene, anche ai contagiati (purché non sintomatici), a fronte di un enorme numero di contagiati ma con ricoveri ospedalieri fermi a poco più del 5%.. Persino gli Usa hanno tolto il blocco aereo dal Sud Africa. Eppure il più illustre virologo mondiale, Dott. Fauci, non crediamo sia uno sprovveduto principiante. Una qualche ragione ci sarà.

Probabilmente si può sperare che la difesa selettiva adottata dai vaccini e dall’uso delle mascherine stia forzando il virus a continue varianti che però (speriamo) non sempre conducono a una maggiore patogenicità, ma a una maggior contagiosità.

Per questo sarà importante nel prossimo futuro:

individuazione precoce delle varianti e la condivisione mondiale immediata fra i vari scienziati;

protezione dei vaccini che evitano la insorgenza grave della malattia (ma che non limitano né la contagiosità né tanto meno sono e saranno in grado di dare immunità di gregge, nonostante grandi proclami in merito l’anno scorso);

mantenere alta la guardia nelle persone immunocompresse in cui il virus può essere ospitato meglio e in cui può produrre le sue mutazioni;

coordinare la comunicazione: in Italia, come raramente in altri paesi evoluti, abbiamo assistito a un proliferare di comparsata in varie tv e in riviste non scientifiche di medici (a volte neppure medici, ma veterinari, statistici, epidemiologi ecc) che con vario titolo hanno diffuso notizie drammatiche, terroristiche, con previsioni catastrofiche, con scenari apocalittici e autovalidando teorie di evoluzione della pandemia mai verificatesi e che hanno letteralmente terrorizzato ampie fasce della popolazione creando ansia, sconforto, depressione, paura. E’ ora di dire basta!!!!. Un  governo forte mette in campo (come hanno fatto gli Usa con Fauci) una sola persona autorevole, medico internazionalmente riconosciuto per il suo alto  profilo professionale, accademico e di esperienza sul campo, che comunica sui media e riferisce alla popolazione le cose come stanno (magari anche in concerto preventivo con un gruppo di esperti).

In conclusione, quindi, dopo omicron? Mandiamo in onda al posto dei  talk show in cui son  presenti questi tele catastrofisti una bella serie di film di Lino Banfi. Ritroveremmo qualche sorriso  in più che questa situazione ci ha rubato.

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La redazione

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