Attualità

GameStop: è un vero caso Giuffrè

di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**

Riceviamo e pubblichiamo un articolo di di Mario Lettieri e Paolo Raimondi pubblicato su ‘ItaliaOggi’ il 23 febbraio 2021

Da un po’ di tempo si narra la favola dell’assalto dei piccoli risparmiatori e dei microinvestitori contro i big di Wall Street. Perché solo i giganti della finanza dovrebbero fare grandi profitti, si dice, e la massa di piccoli e piccolissimi investitori no? Organizzate intorno a delle piattaforme speciali di trading online, a volte con nomi seducenti, come l’app di brokeraggio Robinhood Markets Inc., milioni di persone, giovani, pensionati, lavoratori, studenti e in genere risparmiatori, avrebbero formato una falange armata e starebbero sfidando i grandi fondi, inclusi gli hedge fund speculativi. La narrazione continua.

Sarebbe la vittoria della «speculazione popolare e democratica» contro quella delle elite finanziarie. È doveroso, comunque, ricordare che, secondo la Goldman Sachs, il commercio al dettaglio di singole azioni rappresenta già ora circa il 25% del volume complessivo del mercato azionario di Wall Street rispetto al 10% del 2019.

Il racconto è nato, soprattutto, intorno a GameStop Corp., la multinazionale di videogiochi con sede in Texas. Nonostante il suo prolungato dissesto, nel mese di gennaio, all’improvviso, il suo valore di listino schizzò da 17 a 483 dollari. Un aumento di 28 volte in tre settimane! GameStop ha 47 milioni di azioni. In questo breve lasso di tempo le sue azioni hanno cambiato di mano 554 milioni di volte, più di 11 volte il totale di tutte quelle disponibili. All’inizio di febbraio, però, crollò a 50 dollari. Una chiara operazione speculativa.

Investor’s Business Daily, organo specializzato sul mercato azionario, riporta che un gruppo ristretto di hedge fund e pochi altri grandi investitori avrebbero guadagnato con le loro azioni GameStop circa 16 miliardi di dollari. Analisi condivisa dal Washington Post. La dinamica è la solita: i piccoli vengono convinti a comprare le azioni facendo salire il loro valore mentre i big le vendono prima del loro crollo. Così le vendite fanno crollare il prezzo.

Una parte importante di simili «giochi al massacro» sarebbe orchestrata attraverso derivati finanziari: scommesse al ribasso e allo scoperto fatte da chi già sa che il valore delle azioni crollerà. Nulla di nuovo, se non il cannibalismo tra grossi pescecani, con il crescente rischio di crisi sistemiche.

La novità è che il giochino altro non è che una piramide finanziaria, costruita con strumenti più sofisticati. In passato, i costruttori di piramidi finanziarie raccoglievano soldi tra piccoli risparmiatori, attratti da promesse di notevoli guadagni. Raggiunto un bel gruzzolo, i costruttori-truffatori sparivano nottetempo lasciando i malcapitati con un pugno di mosche.

Adesso, invece, simili operazioni sono fatte con i nuovi strumenti tecnologici online, con gli smartphone e con le monete digitali, utilizzando piattaforme compiacenti. Però, il metodo non cambia.

Negli Usa il problema è esploso, tanto che alcune agenzie governative, come la Security Exchange Commission, hanno aperto delle indagini per verificare l’eventuale manipolazione del mercato. Verifiche in tal senso stanno compiendo anche il Dipartimento del Tesoro e quello di Giustizia dell’amministrazione Biden, nonché il procuratore generale di San Francisco, che ha citato in giudizio numerosi broker coinvolti. La citata app Robinhood dovrebbe affrontare dozzine di cause legali con persone che sostengono che la società avrebbe manipolato il mercato.

Il Comitato per i servizi finanziari della Camera dei Deputati americana ha convocato delle udienze su questo e altri casi simili, con un focus sulle vendite allo scoperto e sulle piattaforme di trading online.

Annunciando i lavori, la presidente della Commissione, Maxine Waters, ha dichiarato: «Gli hedge fund hanno una lunga storia di comportamenti predatori del tutto indifendibili. I fondi privati che depredano i fondi pensione dei cittadini americani, che lavorano sodo, devono essere fermati. I fondi privati, che effettuano vendite predatorie allo scoperto a scapito di altri investitori, devono essere fermati. I fondi privati impegnati in strategie da avvoltoi, che danneggiano i lavoratori, devono essere fermati».

Ci sembra tutto un déjà vu, una riedizione del 2008 in salse diverse.

*già sottosegretario dell’Economia **economista

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