Attualità

Il disprezzo

La forma più insopportabile di disprezzo viene rappresentata dalla inequivocabile incapacità di leggere e comprendere quali possano essere le reali condizioni attuali del popolo che si intende governare e le sue reali aspettative.

Dopo un anno dall’inizio della pandemia con oltre 100.000 morti ed a sole poche ore da un ennesimo lockdown totale, che lascerà sul campo altre decine di migliaia di piccole e medie imprese (danni stimati solo per le perdite legate al periodo pasquale oltre 15 miliardi), alle quali si aggiungerà la perdita di ulteriori posti di lavoro, dopo averne cancellati  già  456.000 in un solo anno, il nuovo segretario del Pd ha presentato il suo discorso di insediamento che si è rivelato come la peggiore forma di disprezzo  proponendo, per caratterizzare la propria nuova figura istituzionale di segretario del partito, una serie argomenti e di tematiche che nulla hanno a che fare con questa emergenza che ci ha riportati, dopo un anno, al punto di partenza. Con questi argomenti vengono indicate chiaramente quali strategie politiche potrebbero rappresentare la soluzione di questi problemi emergenziali, quasi la stessa emergenza economico-sanitaria e sociale non risultasse così importante da non rappresentare l’argomento fondamentale delle prossime politiche strategiche del partito stesso, eludendo, invece, e forse anche ignorando la reale drammatica congiuntura economica e sociale del popolo italiano come elementi caratterizzanti.

Il neo segretario ha proposto come fattori fondamentali del suo programma 1) il voto ai sedicenni e 2) lo ius soli.

Il voto ai sedicenni (1) rappresenta l’ennesimo tentativo di depotenziare il valore del voto all’interno di un sistema democratico svincolandolo dal conseguimento della maggiore età. Una persona, viceversa, che avesse a cuore le sorti del nostro Paese avrebbe proposto come elemento innovativo l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, rendendo quindi più consapevole l’esercizio stesso del diritto di voto. L’introduzione dello ius soli (2) invece viene giustificata dal neo segretario come la soluzione “all’inverno demografico” che caratterizza il nostro Paese, non tenendo in alcun modo in considerazione come la provincia autonoma di Bolzano sia l’unica in Italia ad avere un tasso demografico positivo grazie ai servizi di supporto alla famiglia favoriti ovviamente dalla disponibilità di risorse legate al regime fiscale autonomo. Il calo demografico è imputabile allora innanzitutto alla mancanza di una politica nazionale la quale dovrebbe offrire in termini di servizi alla famiglia esattamente quanto realizzato nella provincia autonoma di Bolzano.

A questa manifestazione di assoluta superficialità giustificativa se ne aggiunge un’altra forse ancora più grave. Sembra incredibile come un ex Presidente del Consiglio, un ex ministro ed ora segretario del Partito Democratico non prenda in considerazione l’esodo di oltre 100.000 giovani diplomati e laureati che si recano ogni anno all’estero per trovare un’occupazione ed una retribuzione adeguata. Una dimenticanza o, peggio ancora, una negligenza (non oso pensare sia una sottovalutazione del fenomeno) che risulta insultante nei confronti delle famiglie che hanno sacrificato risorse per il conseguimento dei titoli di studio dei propri figli. Un fenomeno peraltro economicamente insostenibile per la stessa pubblica amministrazione a causa degli investimenti di risorse finanziarie nel sistema scolastico per la formazione degli studenti i cui effetti vanno ad alimentare gli stati e soprattutto l’economia mete di questa emigrazione giovanile italiana.

Questi due semplici argomenti politici dimostrano il disprezzo del neo segretario nei confronti del popolo italiano: in primis, come segretario di un partito al governo da due decenni, non assumendosi nessuna responsabilità relativa al calo demografico, ancor peggio, però, omettendo ma soprattutto non dimostrando alcuna intenzione di elaborare una  strategia per creare le condizioni finalizzate ad attenuare questa migrazione biblica dei giovani italiani che rappresentano l’ossatura delle future  famiglie.

Si dimostra così, ancora una volta, l’assoluta mancanza di sensibilità e vicinanza nei confronti del popolo italiano e soprattutto dei suoi giovani.

Se venisse dedicato anche solo il 10% delle attenzioni che invece vengono interamente dirottate verso tematiche che non vedono al centro i giovani e i cittadini italiani lo stato di crisi demografico del nostro Paese avrebbe un esito decisamente diverso e si avvierebbe verso una primavera demografica.

La sintesi della centralità, secondo il neo segretario del Pd Letta, di queste due tematiche in questo momento storico rappresenta senza dubbio alcuno la massima forma di disprezzo per il popolo italiano e soprattutto verso chi sta soffrendo da oltre un anno a causa della pandemia le sue ripercussioni economiche e sociali e subendo anche dei lutti familiari.

Si dimostri un maggiore rispetto per il popolo italiano, ora in estrema difficoltà.

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