Attualità

Il pericoloso abbrivio antidemocratico

Il mondo della comunicazione in questo periodo si spende con passione nel confronto ideologico tra le interpretazioni dei risultati delle elezioni amministrative di ottobre, nelle analisi di saluti romani ed ovviamente a proposito delle manifestazioni no green pass.

Contemporaneamente, proprio venerdì 08.10.2021, a pagina due de Il Sole 24 Ore svettava un titolo che avrebbe dovuto suscitare i brividi ai garanti della democrazia a corrente alternata del mondo televisivo. Questo recitava così: “Il diritto alla Privacy cede il passo. Priorità alla lotta all’evasione”. Un diritto fondamentale come quello della libertà individuale, del quale la tutela della privacy ne rappresenta una propria estensione, per restare tale tanto nella definizione e nella sua articolata applicazione non può venire limitato a seconda del momento ed usato come strumento nel raggiungimento di un obiettivo politico o, peggio, ideologico.

In altre parole, per combattere un reato definito da leggi ordinarie del codice penale si limitano i perimetri di garanzie costituzionali espressione dei principi della Carta Costituzionale.

Nel nostro Paese, ormai, si stanno cedendo ancora oggi, nella più assoluta indifferenza, quote importanti dei diritti espressione di una seppur imperfetta democrazia: un processo cominciato a partire dal 2011 con il governo Monti, una vera sciagura sotto il profilo delle democrazia applicata al mondo della privacy dei correntisti, mentre i risultati economici vantati dal senatore a vita vanno interamente attributi all’allora Presidente della BCE Mario Draghi grazie all’acquisto al mercato secondario dei titoli del debito pubblico invenduti   che permise la discesa dello spread.

Tornando alle garanzie Costituzionali, questo pericoloso declino democratico risulta ordito con l’obiettivo di creare nuovi orizzonti istituzionali ed ideologici espressione di una precisa fede politica antiliberale.

Nello specifico, poi, dell’evasione fiscale (fenomeno conclamato quanto complesso) le fonti di questa ideologia politica risultano già ampiamente ridicolizzate da approfondite analisi di organi molto più competenti delle stesse segreterie di partito (https://www.cgiamestre.com/gli-sprechi-sono-il-doppio-dellevasione/).

Tutto questo avviene quando ancora il nostro Paese non può dichiararsi uscito dall’emergenza sanitaria pandemica e di certo sta attraversando una drammatica crisi economica e sociale senza precedenti dal dopoguerra, nonostante un ministro continui a parlare di boom economico ottenendo solo la conferma di essere espressione egli stesso di una sottomarca di classe politica e governativa.

La elementare consapevolezza del contesto drammatico, certificata dalla perdita di oltre un milione e centomila (1.100.000) posti di lavoro ai quali la ripresa di quest’anno porterà 490.000 nuovi contratti ma tutti a tempo determinato, avrebbe dovuto modificare le priorità di chi ha avuto ed ancora oggi detiene le redini del futuro del nostro Paese (10.01.2019 https://www.ilpattosociale.it/attualita/il-falso-alibi-dellevasione-fiscale/).

La costante riduzione del perimento democratico degli ultimi anni riservata all’esercizio di diritti dei singoli cittadini si può immaginare come una strada in discesa con una fortissima pendenza nella quale ogni valore democratico viene sacrificato con estrema facilità grazie all’abbrivio favorito dalla discesa stessa.

Viceversa la stessa definizione e riconquista delle medesime libertà risultano da sempre la difficile sintesi dell’impegno e del sacrificio di generazioni le quali hanno percorso la medesima strada in senso opposto, cioè IN SALITA.

La storia, poi, insegna come ciascuna porzione di democrazia sacrificata in nome di una qualsiasi ideologia politica dominante oltre a vanificare il sacrificio delle precedenti generazioni, le quali in suo nome si sono battute, non sarà mai più recuperabile se non a costo di drammatici sacrifici politici ed umani.

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