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Il tempismo francese e la irresponsabilità italiana

Il presidente Conte e il ministro dell’economia Gualtieri hanno confermato che le risorse del Recovery Fund non verranno utilizzate per abbassare le tasse. Contemporaneamente in Francia il governo Marcon ha già presentato il piano per utilizzare le risorse europee varate al fine di offrire uno scenario di sviluppo all’economia europea nei prossimi anni.

Nel nostro paese, invece, in piena e profonda recessione economica si attende, senza speranza, tale “governo” Conte il quale serenamente indica nel quindici (15) di ottobre la data per l’appuntamento nel quale prenderà contatti con l’Unione Europea.

A seguito di questo primo contatto, i progetti per ottenere i finanziamenti da Recovery Found verranno presentati nei primi giorni di gennaio: 2021. Da quel momento del nuovo anno in poi si comincerà ad elaborare e sottoporre i progetti strategici economici per il cui finanziamento necessitano della approvazione europea.

Il governo francese, con una grande tempistica, dimostra un’attenzione sicuramente più responsabile verso le conseguenze della crisi da covid-19. In questo senso, infatti, all’interno dell’articolato piano “Marshall” francese delle risorse disponibili, oltre venti (20) miliardi verranno utilizzati per abbassare le tasse. Una prima tranche per ridurre l’imposizione fiscale sul valore aggiunto (la nostra Iva) ed una seconda sulla fiscalità degli immobili strumentali (la nostra Imu). Come anticipato pochi giorni fa, la Francia sta ponendo in atto una avveduta strategia di politica economica finalizzata al raggiungimento del traguardo del secondo posto, come economia manifatturiera, in Europa ora appannaggio del nostro sistema industriale.

Nella più assoluta distrazione di questo governo stiamo assistendo all’ultima tappa della desertificazione industriale ed economica del nostro paese guidata da una classe politica indegna la quale dimostra per l’ennesima volta un mix devastante di superficialità ed arroganza, classiche esalazioni di un deficit culturale.

Non passa giorno in cui elementi del governo dichiarino la propria volontà della ricerca di svolta ecologica: un concetto privo di ogni riferimento economico reale ma soprattutto ignaro di ogni traguardo già raggiunto dal nostro sistema industriale.

Va ricordato come proprio il nostro sistema industriale sia tra i meno impattanti sotto il profilo ambientale in ambito europeo (https://www.ilpattosociale.it/2018/12/10/sostenibilita-efficienza-energetica-e-sistemi-industriali/). La mancanza di conoscenza (l’ignoranza per intenderci) di questo ottimo traguardo già raggiunto dal sistema industriale italiano qualifica l’attuale governo il quale, nella determinazione delle linee guida relative all’utilizzo dei Recovery Fund, realizza il disastro perfetto economico. Un traguardo, invece, riconosciuto ed ammirato all’estero e per questo la Francia ora cerca di superare proprio nella componente industriale l’economia italiana.

In un paese normale con un governo decente al fine di determinare le strategie economiche risulterebbe evidente partire dalla considerazione dei risultati e dei traguardi già raggiunti precedentemente alla crisi da covid-19, valorizzandoli ed offrendo agli esset industriali più supporto economico e finanziario. Ricordando, poi, come il fattore temporale risulti fondamentale nel conseguimento degli obiettivi da raggiungere.

Viceversa, il governo, in preda ad un delirio ideologico ambientalista, si conferma incapace anche solo di comprendere come contenuti e tempistica rappresentino la sintesi per offrire una prospettiva di crescita del nostro Paese.

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