Attualità

In Europa ormai è il ‘virus italiano’!

Lo sfogo di Marco Zacchera in un articolo in cui commenta le conseguenze della gestione politica e mediatica della vicenda

“Premetto che sono stato 48 ore in Francia e ci sono andato in aereo. All’arrivo, venerdì pomeriggio, nessun controllo, esattamente come oggi alla partenza, mentre poco fa a Malpensa siamo stati accolti da due tizi in tuta spaziale che misuravano la temperatura a tutti. Evidentemente in Francia nessuno si preoccupa, qui siamo all’isteria collettiva”. E’ quanto scrive il 24 febbraio Marco Zacchera, già deputato italiano e sindaco di Verbania, nel suo sito Il Punto. “Scrivo soprattutto perchè in questi 2 giorni sono rimasto disgustato da come i media stranieri abbiano dato e stiano dando notizia del virus in Italia. Non so se lo sapete, ma titoli, reportage, iper-allarmismo con una critica anti-italiana generale e generalizzata, colpevoli non si sa bene di che cosa. Ieri sera il TG1 francese ci ha dipinto come una nazione-lazzaretto. Siamo diventati gli untori d’Europa e comunque ne subiremo le pesanti conseguenze nei prossimi mesi. E’ un caos: ‘Che succede in Italia?’, ‘Italia nazione infetta’ ‘Unici casi in Europa’ ecc.ecc. La piazza del duomo di Milano deserta e lo stadio di San Siro chiuso hanno fatto il giro del mondo, con danni incalcolabili a tutti noi, qualcuno l’aveva considerato stendendo le “grida” ministeriali? Non è un caso che oggi la borsa sia crollata del 6% o che negli alberghi sia già arrivata una pioggia di cancellazioni, con crisi incombente e generale del commercio, ristorazione, trasporti, servizi, aerei ecc.

SE CI VENGONO NASCOSTE REALTA’ PIU’ GRAVI ALLORA E’ UN’ALTRA FACCENDA, MA SE LE NOTIZIE “VERE” SUL CONTAGIO SONO QUELLE NOTE ALLORA LA REAZIONE GENERALE ED UFFICIALE E’ STATA ED E’ ASSURDA RISPETTO ALLA REALTA!

Davvero era necessaria questa reazione istituzionale isterica, con decisioni così drastiche condite dai sorrisini ebeti di certi ministri con il solito ritornello “Ma non preoccupatevi, niente panico!”? Il che è esattamente il contrario di quanto invece si crea.

….Il presidente della Basilicata chiama alla quarantena tutti quelli che vengono dal nord, dimenticando che teoricamente sono 2 settimane che i ‘nordisti’ avrebbero potuto contagiare tutti. Ieri hanno vietato perfino le Messe e l’ingresso in Duomo a Milano, mentre a Bari 40.000 persone si concentravano a sentire il Papa: quante di loro possono essere state al nord in questi giorni od aver incontrato persone che c’erano state?

Tra l’altro è davvero così strano che “tutti” i casi siano al nord e non nel centro-sud…oppure lì si controlla di meno, esattamente come nel resto d’Europa dove chi ha la febbre sta a letto ma poi –  in pratica – guarisce con le cure di stagione?

Mi spiegate che senso abbia correre a svuotare i supermercati quando sarebbe bastato un annuncio chiaro, netto, deciso delle autorità: (“I supermercati non chiuderanno!”) oppure che logicità c’è nel blindare regioni intere quando ormai – se qualcuno fosse stato infetto – avrebbe già moltiplicato il contagio ben fuori le ‘zone rosse’?

E’ vero che sono morte alcune persone over 80 per il virus, ma erano già tutte malate, alcune in ospedale da giorni, e il virus potrà essere stata una “concausa”, ma non la “causa”.

La direttrice del laboratorio dell’ospedale infettivo Sacco di Milano (verrà linciata o espulsa dall’albo?) è stata chiarissima “Sono morte 217 persone di influenza in queste settimane, questa è una influenza grave, ma come tale va trattata”. Certamente va fatto con misure adeguate, ma allora spieghiamo e ripetiamo a tutti di lavarsi spesso le mani, si distribuiscano gratis degli antisettici, ci si copra il volto se raffreddati ecc. Queste sarebbero e sono cose logiche, chiare, attuabili e doverose.

Intanto qualcuno veramente autorevole potrebbe rispondere chiaramente ai dubbi di tutti. “Quanto vive – per esempio –  il virus fuori da un organismo malato?” Dopo quanti giorni possono comparire dei sintomi? Il virus è diffuso in Italia perché si controllano decine di migliaia di persone mentre all’estero invece no, altrimenti come mai proprio qui?

Intanto adesso è e sarà comunque “il virus italiano” a livello europeo, gran bel risultato.

A Mauritius oggi hanno mandato indietro un aereo Alitalia con i turisti lombardi e veneti in arrivo perchè potenzialmente “infetti” mentre la Francia non ha neppure sospeso in queste settimane i voli con la Cina: ma non è da pazzi ritrovarci un’Europa così?

Ma quanti cinesi sono quindi arrivati in Italia via altri scali aerei e quanti di loro potevano teoricamente essere infetti? …Come mai quando un mese fa a Roma vi sono stati dei (presunti) casi, i singoli contagiati sono stati ricoverati ma nessuno ha blindato la città e perché invece adesso si è sequestrata mezza Italia, tra l’altro quella più produttiva ed internazionale?

Ma quante centinaia di migliaia di persone hanno nel frattempo usato auto, treni, aerei per spostarsi in questi giorni? E perché obbligare ad una settimana di vacanza gli studenti (felicissimi…) quando poi stanno comunque insieme al parco giochi, al campetto o a giocare (ma NON al bar, perché questi devono chiudere alle 18: è un virus serale?).

I “costi” di queste decisioni sono molto più gravi che non una buona profilassi e una cura adeguata (anche perché quasi tutti i pazienti per fortuna guariscono), ma le conseguenze economiche gravissime in Italia ci resteranno addosso per mesi e – vedrete – il ritornello governativo sarà “Non è colpa nostra la crisi, la colpa è del virus!”

Poco fa ho incontrato una responsabile sanitaria dell’ospedale della mia città, letteralmente stravolta “Tutti telefonano, non si capisce più niente, nel mio reparto si continua a curare e morire per altro, ma qui siamo alla follia e isteria collettiva, siamo tutti diventati matti!”. Ringrazio tante persone come lei che in questi giorni stanno facendo l’impossibile, ma mi sembra che la diffusione del panico sia la conseguenza di una informazione poco chiara, contraddittoria, superficiale, spesso irresponsabile e regolarmente alla ricerca dello ‘scoop’”.

Per leggere l’articolo completo www.marcozacchera.it – Per ricevere settimanalmente Il Punto di Marco Zacchera scrivere a marco.zacchera@libero.it

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