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Incontro G20 sull’ambiente, clima ed energia: quali priorità?

Fino a domani a Napoli si svolgerà il G20 sulle tematiche ambientali e su come favorire la transizione ecologica. La Presidenza del G20, com’è noto, attualmente è dell’Italia. L’ISPI ha presentato una disanima in merito dal titolo Come realizzare la transizione ecologica? Come affrontare il cambiamento climatico? Quali sono le opportunità di una ripresa sostenibile e inclusiva.

Per i ministri dell’Ambiente e dell’Energia del G20 che si incontrano a Napoli i principali obiettivi sono: conciliare la tutela dell’ambiente con la crescita economica e la giustizia sociale; salvaguardare gli ecosistemi e prevenire la perdita di biodiversità; dare priorità e attuare politiche di crescita verde a basse emissioni di carbonio nei pacchetti di ripresa post-pandemia; favorire la transizione energetica verso le rinnovabili per ridurre le emissioni globali: questi alcuni degli obiettivi della Riunione Ministeriale che si terrà a Napoli il 22-23 luglio.
Su questi temi la Presidenza italiana ha avanzato proposte per sollecitare la comunità internazionale verso obiettivi più ambiziosi.
Cosa può fare davvero il G20 per gettare le basi di una ripresa davvero sostenibile? Quali azioni concertate possono essere intraprese per costruire un sistema socio-economico a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima?
Con circa il 90% del PIL mondiale, circa i due terzi della popolazione mondiale e circa l’80% delle emissioni di gas serra, i paesi del G20 sono chiamati a svolgere un ruolo significativo nel limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e nel trovare soluzioni praticabili per combattere il cambiamento climatico.
Il lavoro della Ministeriale sarà articolato in tre macro-aree:
1) biodiversità, protezione del capitale naturale e ripristino degli ecosistemi; 2) uso efficiente delle risorse ed economia circolare; 3) finanza verde.
L’ultimo numero, la finanza verde, è stato protagonista della Conferenza Internazionale sui Cambiamenti Climatici, tenutasi l’11 luglio a Venezia, durante la Riunione Ministeriale delle Finanze del G20. I leader del G20 hanno mostrato una crescente consapevolezza della necessità di rendere il settore privato un partner cruciale poiché gli investimenti necessari per “verdirne” l’economia globale superano di gran lunga i fondi pubblici disponibili. La Presidenza italiana ha puntato i riflettori sul sostegno finanziario alla transizione verde istituendo il Sustainable Finance Working Group (SFWG), che dovrebbe anche puntare a coinvolgere investitori privati e definire meglio il ruolo che lo sviluppo e le banche regionali possono svolgere nel sostenere i paesi poveri e in via di sviluppo .
Sebbene i paesi del G20 sembrino allineati sull’obiettivo della neutralità del carbonio e dell’economia a basse emissioni di carbonio nei prossimi decenni, permangono alcune divergenze su questioni chiave come il meccanismo di regolazione delle frontiere del carbonio: aumenta il rischio di “protezionismo verde”? Come progettarlo per renderlo compatibile con le regole del commercio internazionale? Su queste e altre pressanti questioni ambientali globali, il T20 – e in particolare la Task Force su Clima, Energia Sostenibile e Ambiente coordinata dall’ISPI – ha raccolto le sue raccomandazioni politiche in una dichiarazione presentata ai ministri dell’Ambiente e dell’Energia del G20.

Fonte: ISPI

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