Italia insieme a Kenya e India per promuover l’intelligenza artificiale in Africa
Un accordo di collaborazione strategica trilaterale è stato concluso 19 febbraio a Nuova Delhi tra l’Italia, l’India e il Kenya per sviluppare il dispiegamento di infrastrutture di intelligenza artificiale in Africa. L’accordo si inserisce nel quadro del Polo per l’intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile, promosso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) in partenariato con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), e in continuità con il Piano Mattei. L’intesa, che fa parte del Piano d’azione strategico India-Italia 2025-2029, è stata ufficializzata oggi a margine del Vertice sull’impatto dell’intelligenza artificiale dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – in rappresentanza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni – alla presenza del ministro indiano dell’Elettronica e delle tecnologie dell’informazione, Ashwini Vaishnaw, e del ministro keniota dell’Informazione, delle comunicazioni e dell’economia digitale, William Kabogo Gitau.
“Questo accordo consolida la collaborazione tra Italia, India e Kenya per sviluppare l’intelligenza artificiale nel continente africano, in linea con gli obiettivi del nostro Piano Mattei”, ha dichiarato il ministro Urso. “L’India, partner chiave dell’Italia e attore essenziale per le nostre imprese nello sviluppo dell’Ia e dell’innovazione, svolgerà un ruolo centrale accanto al Polo Ia promosso dal Mimit durante la presidenza italiana del G7. Insieme trasformeremo questa cooperazione in progetti concreti al servizio dello sviluppo sostenibile in Africa”, ha aggiunto. L’accordo mira a strutturare l’adozione dell’intelligenza artificiale avviando, già dal 2026, quindici casi d’uso prioritari ad alto impatto e contribuendo all’obiettivo di creare un centinaio di canali di diffusione dell’Ia nei Paesi del Sud del mondo. Oltre al Polo Ia del Mimit, sono coinvolti anche la Fondazione EkStep / People+Ai per l’India e la Direzione dell’economia digitale e delle tecnologie emergenti del governo keniota. La collaborazione rafforzerà le infrastrutture, i modelli operativi e le competenze necessarie per accompagnare le soluzioni di Ia dalla fase pilota alla diffusione su larga scala. Particolare attenzione sarà dedicata allo sviluppo di soluzioni di Ia vocale nelle lingue africane, al fine di ampliare l’accesso ai servizi digitali e ridurre le barriere linguistiche. Sarà inoltre istituito un gruppo di lavoro trilaterale Italia-India-Kenya per orientare e monitorare i primi quindici casi d’uso, in coordinamento con le strategie nazionali. La lettera d’intenti, di natura non vincolante, conferma l’impegno comune per un dispiegamento dell’Ia inclusivo, trasparente e rispettoso della sovranità dei dati.
Con questa firma, l’Italia rafforza il proprio ruolo di ponte tra gli ecosistemi dell’innovazione e di promotore di un approccio multilaterale orientato a un impatto concreto sullo sviluppo economico e sociale. “Si tratta della prima collaborazione trilaterale tra Europa, Africa e Asia nel campo dell’Ia”, ha commentato Urso a margine del vertice indiano. “Dobbiamo condividere linee guida per orientare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, pienamente consapevoli che nessuno deve essere lasciato indietro”, ha aggiunto, definendo l’accordo “un passo avanti significativo verso una maggiore consapevolezza in questo settore”. Per il ministro italiano “tutti, Nord e Sud (del mondo), devono beneficiare dell’intelligenza artificiale. L’Italia è pronta a collaborare con tutti”. Urso ha richiamato anche le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sostiene la necessità di meccanismi di governance globale “rispettosi delle diverse sensibilità e realtà”. Ha inoltre sottolineato l’impegno precoce dell’Italia nell’adozione dell’Ia, per allineare la propria azione alla normativa europea in materia, “alla cui elaborazione abbiamo contribuito”, fondata su una visione “che pone la persona al centro, con responsabilità e trasparenza”. “La nostra strategia”, ha ribadito il ministro, “si basa su un’infrastruttura di eccellenza: siamo il terzo Paese al mondo per supercalcolatori – dopo Stati Uniti e Cina, ndr. – forti di una solida tradizione universitaria nella meccanica quantistica”.
Impegnata fin dagli anni Duemila nella realizzazione di una vasta infrastruttura digitale pubblica, con il Vertice sull’impatto dell’intelligenza artificiale Nuova Delhi ha inteso mettere al centro del dibattito la convergenza tra la rete informatica statale e l’impiego dell’Ia. In particolare, la combinazione di servizi di identità digitale, pagamenti interoperabili ed altri strumenti digitali di base viene proposta come la base per un’adozione più ampia e inclusiva dell’Ia, sia in India che in altri Paesi in via di sviluppo. Sul tema è stato esplicito il primo ministro indiano Narendra Modi: “Dobbiamo democratizzare l’Ia, farne uno strumento di inclusione ed empowerment, soprattutto nel Sud del mondo”, ha detto nel suo discorso inaugurale, sottolineando che se “alcuni Paesi considerano l’Ia un ‘asset strategico’ da sviluppare in modo riservato, l’India la pensa diversamente”: “riteniamo che una tecnologia come l’Ia sarà davvero benefica per il mondo solo se condivisa, con codici aperti e accessibili, affinché milioni di giovani menti possano migliorarla e renderla più sicura”. “Impegniamoci quindi a sviluppare l’Ia come un bene comune globale”, ha detto Modi, per il quale come “la decisione finale sulla direzione da prendere spetta a noi, così il futuro dipenderà dalla direzione che oggi daremo all’Ia”. Parole di elogio per l’infrastruttura pubblica digitale indiana sono state spese a Nuova Delhi anche dal presidente francese Emmanuel Macron, che l’ha definita “una conquista di civiltà”. L’India “ha costruito qualcosa che nessun altro Paese ha mai costruito: un’identità digitale per 1,4 miliardi di persone”, ha detto, citando una rete digitale indiana che va da un sistema di pagamenti in grado di elaborare 20 miliardi di transazioni al mese, a 500 milioni di Id sanitari digitali emessi, delineando quella che ha definito “un’Ia sovrana, aperta e interoperabile”.
L’accordo di collaborazione firmato oggi a Nuova Delhi fra Italia, Kenya e India si inserisce nella continuità degli annunci fatti la scorsa settimana a Nairobi durante il Forum sull’intelligenza artificiale, al quale ha partecipato la ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini. In Kenya – nell’ambito dell’Ai Hub per lo sviluppo sostenibile lanciato a giugno scorso a Roma – l’Italia sta lavorando al lancio di un programma di accelerazione destinato alle start-up africane, sostenuto da un fondo di venture capital iniziale di 50 milioni di euro, promosso da Primo Capital e Harmonic Innovation Group. Il lancio è previsto nei prossimi due o tre mesi. L’iniziativa prevede inoltre la creazione del primo incubatore italiano in Africa, focalizzato su tecnologie climatiche, sistemi alimentari e infrastrutture pubbliche digitali, nonché l’attivazione di un corridoio dell’innovazione che collegherà l’Italia, Nairobi, l’India e San Francisco, con il supporto del Centro finanziario internazionale di Nairobi per la strutturazione degli investimenti. Per chiudere il cerchio a marzo si terrà a San Francisco il salone Ai for Future, un percorso di iniziative organizzato da We Make Future (Wmf) con il supporto di Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane che culminerà con un salone su innovazione digitale, intelligenza artificiale e robotica in programma a BolognaFiere dal 24 al 26 giugno.




