Attualità

La tassa di successione

All’interno di un momento storico estremamente difficile per il terribile combinato tra gli effetti della pandemia e la conseguente crisi economica l’obiettivo di tutti i partiti e dei loro dirigenti dovrebbe essere quello di mantenere un basso profilo al fine di centrare gli obiettivi strategici individuati dalla coalizione di governo nella quale gli stessi esprimono ministri e sottosegretari delle medesime rappresentanze politiche.

E invece si continuano a a proporre, soprattutto in ambito fiscale, soluzioni “miracolose” come la flat tax oppure l’introduzione di una tassa di successione.

In più adesso si assiste al conio di una nuova “pezza fiscale” a supporto della “tassa di successione” con l’obiettivo di tacitare le innumerevoli critiche, senza ovviamente considerare il contesto del sistema fiscale nazionale. Giova infatti ricordare a queste brillanti menti delle nuove fiscalità come il Total Tax rate italiano sia del 64,7%, 6 punti superiore a quello francese, per cui aumentare anche solo di 1 euro la tassazione rappresenterebbe una follia, specialmente in questo periodo. Quindi, se veramente si volesse creare una dote per i diciottenni (*), invece di cercare una facile visibilità mediatica, si ridurrebbe precedentemente la tassazione complessiva e solo successivamente si aumenterebbe quella relativa alle successioni.

La disonestà intellettuale spinge questa parte dello schieramento politico favorevole ad un aumento della tassa di successione persino ad una eventuale esclusione degli asset aziendali da questa tassazione, riducendo la base imponibile dei beni soggetti alla tassa di successione automaticamente per mantenere il flusso finanziario andrebbero aumentate le aliquote per i beni residuali.

Ancora una volta la smania di visibilità unita ad un desiderio di affermare la propria esistenza in vita dimostrano, senza alcuna ombra di dubbio, l’incompetenza complessiva in campo fiscale ed economico di chi non è in grado neppure di rendersi conto degli effetti delle proprie affermazioni.

A questo va anche aggiunta una breve analisi storica relativa alla gestione strategica ed operativa del sistema fiscale italiano. Va ricordato, infatti, come neppure le tasse di scopo inserite durante un periodo di guerra per finanziare le spese belliche aggiuntive (Abissinia o Bosnia) hanno mai garantito il raggiungimento dell’obiettivo per il quale fossero nate. Tantomeno, poi, una volta esaurita la motivazione originale sono state mai cancellate. Tutte, invece, risultano finite nel calderone del monte tasse con il raggiungimento del triste primato del nostro Paese di un Total Tax rate al 64,7%.

La storia fiscale del nostro Paese conferma infatti come tutte le “tasse di scopo” (chi ricorda la carbon tax voluta da Bertinotti??) vengano utilizzate per altri fini, anche molto lontani dalla motivazione originaria. E’ logico pensare che anche questa ridicola “patrimoniale” o “dote per i diciottenni” seguirà la medesima sorte.

Questa perseveranza, anche dopo essere già stata smentita e ridicolizzata dallo stesso Presidente del Consiglio dimostra solo un tentativo di smarcarsi per ottenere una nuova visibilità oltre che una ulteriore forma di mancanza di rispetto istituzionale nei confronti del Presidente del Consiglio.

In questo complesso momento storico il silenzio e solo il silenzio sarebbe indicato come comportamento adeguato per tutti i rappresentati dei partiti che compongono la maggioranza (https://www.ilpattosociale.it/politica/il-silenzio-rappresenta-lunica-forma-di-comunicazione/), perché è evidente come chiunque metta in dubbio con la propria attività politica la tenuta di questa maggioranza nata dall’incompetenza dei governi precedenti sarà il responsabile del disastro economico e finanziario prossimo futuro del nostro Paese.

(*) Ovviamente i brillanti sostenitori di questa manovra fiscale non prendono in alcune considerazione l’esodo biblico di 120mila giovani diplomati e laureati che ogni anno lasciano il nostro Paese, determinando un impoverimento del nostro sistema economico e la conseguente diminuzione della natalità.

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