L’ex ministro che sparava ai cani mentre il marito si intrattiene con la bimbofication
Tra le troppe brutte notizie che apprendiamo ogni giorno qualche volta arriva anche qualcosa che fa piacere: nei giorni scorsi la segretaria Usa alla sicurezza nazionale, Kristi Noem, è stata defenestrata.
La potente ex reginetta di bellezza, ex governatrice del South Dakota, l’indomita aguzzina di tanti immigrati, grande sponsor delle più dure repressioni dell’Ice, la gentildonna che si era spesso vantata, anche in una sua biografia, di aver ucciso, sparandole, la sua cagnolina di 14 mesi perché le rovinava le battute di caccia, si trova ora anche ad affrontare uno dei tanti scandali sessuali che coinvolgono personaggi americani.
Il marito dell’ex ministra, travestito da Barbie umana dai seni enormi, si intratteneva sul suo smartphone con bambole viventi, ipersessualizzate attraverso la chirurgia plastica, e le foto di questi incontri sono state pubblicate dal tabloid britannico Daily Mail.
Non solo uno scandalo sessuale ma anche la vulnerabilità che ne derivava per il pericolo di ricatti che potevano coinvolgere la ministro, per altro già sotto attenzione per la liaison con un suo consulente e l’ipotesi di distrazione di fondi pubblici.
Che la Noem fosse un personaggio che sarebbe stato meglio lasciare nella sua fattoria avrebbe dovuto capirlo anche Trump, se fosse stato un presidente in linea con i valori che dovrebbero guidare la scelta dei membri del governo ma, si sa, ognuno può commettere errori, l’importante è poi rimediare e non crediamo sia stato un gran rimedio spostare l’ex ministro a inviata speciale per lo scudo delle Americhe, un misterioso organismo per la sicurezza del continente.
In attesa di altri nefasti eventi e di ridicole performance pensiamo che nel paradiso dei cani, dove certamente si trova la cucciola uccisa dalla Noem, gli animali che hanno subito torture si raduneranno per rinnovare la speranza che tutti coloro che fanno del male prima o poi paghino per le loro male azioni.




