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Mascaretti chiede al Comune di Milano di fornire più alloggi per i disabili in cerca di casa

Con una mozione in Consiglio comunale Andrea Mascaretti, capogruppo di Fdi, ha sollecitato l’amministrazione municipale a rendere “immediatamente disponibili per il SAT (servizi abitativi transitori, ndr) alcuni appartamenti comunali adatti ad accogliere persone disabili; a realizzare impianti ascensori negli immobili di proprietà del Comune di Milano e gestiti da MM SpA, laddove essendone sprovvisti, vi abitino persone disabili e/o persone anziane”.

Ricordando che tra i compiti che il Comune di Milano si è assunto vi è quello di mettere a disposizione una quota di alloggi pubblici da utilizzare per servizi abitativi transitori ovvero da destinare a coloro che si trovino in una situazione di emergenza abitativa, da assegnare con un contratto di locazione per un periodo massimo di 12 mesi (rinnovabile una sola volta), Mascaretti segnala che una donna disabile costretta sulla sedia a rotelle, sola e bisognosa di cure, vive in un’abitazione sita al terzo piano di uno stabilimento privo di ascensore e l’anno scorso ha presentato domanda al Comune di Milano, Servizi Abitativi Transitori, per poter ottenere un alloggio a piano terra o a un piano elevato, ma con ascensore, per poter proseguire le sue cure serenamente e autonomamente. La donna però non ha ricevuto alcuna risposta alla domanda presentata perché, come spiega lo stesso Mascaretti in premessa alla sua mozione, lo stesso assessorato alla Casa gli ha fatto presente che nessuno dei 150 appartamenti destinati nel 2020 al SAT è idoneo ad ospitare un disabile con sedia a rotelle. Da qui la mozione che l’esponente di Fdi riferisce essere stata “condivisa dall’assessore alle politiche sociali Gabriele Rabaiotti” affinché “i prossimi appartamenti messi a bando dal Comune vengano resi accessibili per persone con disabilità e anziani con difficoltà motorie; che vengano installati gli ascensori dove possibile, ma soprattutto che ogni volta che si libera un appartamento a piano terra o in uno stabile con ascensore, venga reso subito disponibile per un cambio alloggio con disabili o grandi anziani che abitano nella stessa casa o nella stessa zona in appartamenti con barriere architettoniche”.

A fronte di una popolazione complessiva di quasi 1 milione e 400mila abitanti, a Milano al 31 dicembre scorso risultavano essere state presentate 14.901 domande per l’assegnazione di alloggi popolari, ma – come è emerso nel corso della commissione consiliare online Casa-Lavori Pubblici, Erp di Palazzo Marino dello scorso 16 gennaio – solo 14 dei 560 alloggi resi disponibili (310 dal Comune con MM e 250 da Aler) sono accessibili ai disabili perché non presentano barriere architettoniche: 10 del Comune, 4 di Aler.

Nel dettaglio i nuclei familiari che hanno presentato domanda solo per gli alloggi del Comune gestiti da MM sono stati 2.539, mentre quelli che si sono rivolti ad Aler sono stati 4.918; 7.444 famiglie hanno invece fatto domanda sia per gli alloggi Aler che per quelli comunali. Il 40% degli alloggi comunali è stato riservato agli indigenti, per un totale di 124 appartamenti, mentre Aler ha messo a disposizione degli indigenti il 20%, ovvero 50 case. Il totale degli alloggi riservati agli indigenti è di 164 su 560.

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