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Nel peggiore anno dal dopoguerra…

E’ ormai evidente come il 2020 rappresenti un anno terribile, forse il peggiore della storia italiana dal dopoguerra ad oggi. Contemporaneamente, questa emergenza viene affrontata sicuramente dal peggior governo della storia della Repubblica Italiana.

Alla fine di dicembre è possibile abbozzare un rapido consuntivo dell’azione del governo e soprattutto delle modalità che intende adottare per le risorse finanziarie del Recovery Fund.

Ricapitolando, alla fine del 2020, solo per offrire un esempio, dei dieci (10) miliardi resi disponibili e  destinati all’innovazione tecnologica della pubblica amministrazione 4,5 miliardi verranno destinati al finanziamento del cashback, che altro non è se non spesa corrente. Una operazione di politica fiscale che dimostra come sia venuto meno il principio di neutralità dello Stato rispetto alle forme di pagamento alla quale la stessa BCE ci richiama: https://www.ilpattosociale.it/attualita/la-liberta-europea-ed-il-sovranismo-del-governo-conte/ In altre parole si finanzia a debito (finanziato dalla Ue), ancora una volta la spesa corrente persegue obiettivi politici: una  perfetta espressione della diarchia italiana (https://www.ilpattosociale.it/2018/11/26/la-vera-diarchia/)

Non esiste limite alla indegnità di questo governo di incapaci e sordi, come mai prima, alle reali difficoltà dell’economia italiana mentre nel 2020 chiuderanno oltre 200 mila imprese. L’universo delle PMI si appresta a registrare  per l’anno in corso una perdita di fatturato di 420 miliardi al quale il governo ha risposto con 29 miliardi complessivi di aiuti alle imprese nonostante gli sproloqui del Presidente del Consiglio che al 6 di aprile aveva assicurato una manovra da 750 miliardi (http://www.cgiamestre.com/il-fatturato-delle-pmi-e-crollato-di-420-mld/).

Una mediocrità disarmante che coinvolge l’intera maggioranza politica: prova ne è la tensione politica all’interno della stessa relativa alla progettualità del ponte sullo stretto di Messina. Il che dimostra ancora una volta come sia sconosciuto il termine di investimento strutturale il quale si trasforma in un fattore competitivo per l’intero sistema economico nazionale.

Va poi ricordato che qualsiasi scelta relativa agli investimenti finanziati dall’Unione Europea dovrebbe partire da un’analisi completa ed approfondita non solo delle priorità del sistema italiano alla quale andrebbe affiancata una reale conoscenza delle aspettative del mercato globale (https://www.ilpattosociale.it/attualita/i-trend-di-crescita-del-pil-netto/).

Mai il mondo della politica e del governo si è rivelato così autoreferenziale ed assolutamente incapace di relazionarsi con il contesto economico sociale e politico. Il peggior governo in assoluto della storia della Repubblica Italiana sorretto dalla peggiore maggioranza parlamentare che questo Paese abbia  mai eletto.

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