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Nella storia dell’Ucraina la capacità di resistere

C’è una lunga storia, che Putin mistifica, che ha reso gli ucraini capaci di difendere, oltre ogni limite, la loro terra e la loro libertà.

Già cinquantamila anni fai i Neanderthal si stanziarono a nord del Mar Nero. Erodoto ci dà notizie di quelle aree e dei suoi abitanti nel V secolo a.C. quando la zona costiera del Mar Nero, nota come Ponto Usino, era abitata da una popolazione di cimmeri e sarmati. Nei secoli vi furono molti popoli che passarono per il territorio che ora è lo Stato libero ucraino, bulgari, unni e poi le prime popolazioni slave che costruirono le prime città fortificate come Kiev. Fondamentale fu il contributo dei vichinghi che provenivano dalla Scandinavia e crearono diversi principati che gravitavano intorno a Kiev in un vastissimo territorio che dal Mar Nero arrivava alla penisola scandinava chiamati rus di Kiev. Alla fine dei due regni di Volodymyr, San Vladimiro  e di Yaroslav il saggio, dopo il 1000, vi furono invasioni mongole e poi il granducato di Lituania e la confederazione polacco lituana. Sia i russi che gli ucraini fanno risalire la loro storia a Yaroslav ma in quell’epoca Mosca non esisteva, non esisteva l’impero zarista ma esisteva Kiev. Gli  ucraini ritraggono Yaroslav con i baffi da cosacco.* Nel seicento i cosacchi si ribellano al dominio polacco e danno vita all’armata cosacca che rimase indipendente per più di un secolo. Poi, verso la fine del 1700, i territori furono spartiti tra l’impero zarista e quello asburgico. La parte orientale dello Stato cosacco rimase indipendente più a lungo fino a che Caterina di Russia tolse loro ogni autonomia. Nell‘800 gli zar attuarono una forte repressione perché temevano che la cultura e la lingua ucraina minassero l’unità dell’impero, gli ucraini cercarono sempre di ribellarsi contro il divieto di usare la loro lingua e di mantenere la loro cultura. Dopo la rivoluzione sovietica l’Ucraina divenne una repubblica socialista con una reale indipendenza, Lenin infatti riteneva che tutte le repubbliche della federazione dovessero essere pari. Stalin invece propugnò ovunque l’uso della lingua russa sostituendo la lingua e la cultura russe a quella delle altre repubbliche. La folle politica agricola che Stalin impose all’Ucraina, nel 1932-33, portò alla morte, per carestia, di quattro milioni di ucraini, questo spiega perché quando i tedeschi, nel 1941, invasero l’Ucraina non furono visti subito come oppressori. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale l’Ucraina restò sotto l’egemonia sovietica.

Caduto il muro di Berlino nel 1989, e dissolto l’impero sovietico, nel 1991 l’Ucraina proclamò la propria indipendenza iniziando il suo percorso verso la democrazia. Nel 2004 vi fu la cosiddetta rivoluzione arancione: il popolo scese in piazza per difendere il candidato filoeuropeo Victor Yushenko. Nel 2013 vi furono altre violente manifestazioni contro il governo filo russo che aveva rifiutato un importante accordo commerciale con l’Unione Europea. Il governo filo russo nel 2014 usò la forza contro i manifestanti con molti morti e feriti. Dopo queste violenze Il presidente Yanukovich fu costretto a scappare in Russia e anni dopo fu condannato per alto tradimento da un tribunale ucraino. Capo del governo fu nominato il filoeuropeo Yatsenyuk. Putin  disse che in Ucraina vi era stato un colpo di Stato e dopo poco invase la Crimea mentre le regioni di Dotetsk e Luhansk uscirono dal controllo ucraino. Prima dell’invasione della Crimea nel Donbass non esisteva alcuna organizzazione che chiedesse l’annessione alla Russia. Da allora all’odierna, sanguinosa invasione russa, nonostante gli accordi del 2015, nel Donbass era rimasta una situazione permanente di conflitto con migliaia di morti anche tra i civili.

Da questa breve sintesi si comprende bene come prima l’impero russo, poi l’Unione Sovietica ed infine Putin abbiano sempre contrastato l’indipendenza e la libertà dell’Ucraina. Oggi siamo di fronte all’invasione di uno Stato sovrano e del massacro di civili, donne e bambini compresi, con azioni che sono autentici crimini di guerra.

*Cosacco: parola di origine turca, significa uomo libero; in Russia Kazak, i cosacchi erano uomini e donne che non erano legati alla servitù della gleba, servitù che è durata fino al 1861, quando l’impero  russo iniziò a conquistare le terre della Malorossija, praticamente le odierne Ucraina e Bielorussia, il cosacco Emeljan Pugachev (1773) condusse i suoi uomini e i contadini nella Russia centrale ma fu schiacciato dall’esercito imperiale e i cosacchi furono  costretti a servire l impero russo.

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