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Priorità per l’Italia

Mentre la confusione regna sovrana ed è sempre più grave il rischio che i finanziamenti europei vadano sperperati, indichiamo, a chi avrà la voglia di ragionarci sopra, alcune delle priorità per l’Italia. Lo facciamo senza commentare, solo stendendo un elenco semplice: per quanto riguarda le opere pubbliche l’immediata messa in sicurezza di ponti, cavalcavia e delle scuole, il rifacimento di tutta la rete idrica, da anni obsoleta e che sperpera acqua, l’eliminazione delle barriere architettoniche da edifici e luoghi pubblici, l’obbligo di utilizzo di energia rinnovabile sia negli edifici pubblici che nelle fabbriche, stalle, edifici commerciali specie di nuova costruzione, il ripristino della rete stradale ormai fatiscente e pericolosa, strade statali provinciali e comunali, l’impegno immediato a finire le opere abbandonate con eventuale riconversione o abbattimento se non più idonee od utili, il piano idrogeologico con conseguente bonifica ambientale e paesaggistica e l’abbattimento di quanto costruito in aree a rischio, un piano antisismico attuale con l’immediata ricostruzione delle aree già colpite dai terremoti degli ultimi anni. Inoltre occorrono interventi quali: aiuti concreti a chi ristruttura e riqualifica abitazioni, fabbriche, edifici rurali costruiti prima del 1960, con particolare attenzione ai pregi architettonici e al rispetto del paesaggio urbanistico, l’abolizione di qualunque tassa ad edifici rurali non utilizzati, gli incentivi per costruire con materiali naturali, mattoni, pietre, legno, ferro, provvedimenti per venire concretamente incontro a chi ristruttura nei paesi abbandonati dando incentivi a chi decide di abitarli, servono politiche di investimenti per l’agricoltura innovativa e per quella che riscopre e conserva specie in via di estinzione, politiche finanziate per la protezione delle vie d’acqua e dei boschi  e per impedire il consumo del suolo. L’Italia ha necessità di un’immediata anagrafe canina nazionale, e di potenziare gli interventi per contrastare il randagismo, la costruzione ed il mantenimento di rifugi che non siano lager, per incentivare l’adozione di animali abbandonati con impegno a portare l’iva al 4 per cento per alimenti e veterinaria d’affezione. Si debbono istituire nelle scuole corsi per l’ambiente, per  l’educazione civica ed europea, e vanno finanziati  corsi gratuiti per l’alfabetizzazione informatica prevedendo aiuti all’acquisto di quanto necessario per ogni cittadino in una società che rischia per anni di vedere molte comunicazioni e lavori svolgersi da remoto. Vanno riviste tutte le politiche per l’immigrazione e bisogna proporre lavori di inclusione e incentivare l’avvocatura di strada a carico dello stato, una parte dei fondi deve essere usata per dare vita subito ad un piano nazionale per case popolari e di edilizia  convenzionata e per una campagna di aiuti per chi decide di vivere nelle aree di montagna o in zone svantaggiate, aiuti devono essere particolarmente rivolti al risanamento di case abbandonate e di terreni non coltivati. Occorre si proceda alla modernizzazione delle reti informatiche perché tutto il territorio riceva alla stessa velocità, e garanzia che l’informatizzazione della pubblica amministrazione non emargini la popolazione più anziana o meno acculturata e per questo che i servizi via internet siano identici ai servizi che devono dare gli uffici sul territorio, bisogna investire per rivedere e modernizzare tutto il sistema della burocrazia anche attraverso controlli sull’operato della stessa, bisogna  abbassare le tasse e consentire, anche per abbattere il sommerso e l’illegalità, che i privati possano detrarre, come le aziende, le migliorie o i lavori necessari per le abitazioni, consentire la detrazione per millesimi dei costi del portierato, finanziare immediatamente la sanità sul territorio e potenziare la ricerca in ogni campo, specie sanitario ed energetico, come l’utilizzo delle onde del mare per produrre energia, potenziare la cultura, la salvaguardia e la fruibilità del patrimonio artistico ed architettonico potenziando il turismo. Pensiamo si debbano istituire borse di inserimento lavorativo per i giovani dei paesi meno sviluppati che, avendo studiato in Italia, volessero tornare al paese di origine e creare, nelle aree che climaticamente lo consentono, zone a bassa fiscalità per richiamare anziani anche di altre nazioni.

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