Ricordare l’11 settembre impone anche di ricordare Massoud
Sono passati 25 anni dal tragico attentato alle Torri Gemelle, l’11 settembre del 2001 non ha segnato solo la morte di 2977 persone inermi ed il ferimento di più di altre 6000, ma la fine di un’epoca, di un mondo che prima non aveva mai dovuto confrontarsi con un terrorismo che diventava stato e predisponeva azioni globali e sanguinarie senza nessun freno e con eccezionale spregiudicatezza e preparazione organizzativa.
Al-Qaeda, l’organizzazione terrorista nata nel 1988 e fondata da Osama bin Laden e Abd Allāh Yūsuf al-ʿAzzām, con l’11 settembre costringe il mondo a ridisegnare il futuro, non si tratta più di attentati terroristici circoscritti ad un’area, diventa una vera guerra tra il mondo civile e gli islamisti.
Alle 8,46 il volo americano Airlines 11, decollato da Boston, si schianta contro la torre nord del World Trade Center a New York, alle 9,3 il volo 175, sempre da Boston, si schianta contro la torre sud, alle 9,37 l’americano Airlines 77, decollato da Washington, si schianta contro il Pentagono, alle 10,3 il volo 93 si schianta in Pennsylvania dopo una rivolta dei passeggeri contro i terroristi.
Mentre ci si appresta alle commemorazioni di quel terribile 11 settembre, ben consapevoli che il terrorismo è ancora vivo ed attivo con diverse sigle, dall’Isis ad al-Quaeda agli al Shabaab, e con nefaste influenze sui disadattati e criminali che vivono in tutto il mondo costituendo una perennemente minaccia, ancora una volta ci si dimentica di un evento che ha preceduto l’11 settembre.
Vogliamo ricordare l’attentato che il 9 settembre trucidò in Afghanistan il comandante Massoud, l’uomo che aveva difeso e difendeva il suo popolo prima dai russi e poi dai talebani ed integralisti.
Massoud era venuto pochi mesi prima in Europa per chiedere gli aiuti necessari a contrastare gli integralisti terroristi e aveva lanciato chiari avvertimenti su azioni eclatanti che i terroristi avrebbero potuto compiere in Occidente.
Non fu ascoltato, salvo poi piangerlo da morto dedicandogli, come fece il governo francese, anche un francobollo e molti libri.
Il non ascoltarlo ci ha portato prima alla tragedia dell’11 settembre e poi alla disastrosa guerra in Afghanistan terminata decenni dopo con l’abbandono del paese, dopo tanto dispendio di vite umane e di armi, ai talebani ed alla sharia che ormai impedisce ogni libertà e diritto, specie alle donne.
Ricordare l’11 settembre impone anche di ricordare il leone del Panshir e le persone, le donne che nel mondo sono ogni giorno sopraffatte da violenza, ingiustizia, terrore, l’integralismo dei vari califfati non si fermerà mai se non riusciremo ad integrare tra loro i nostri sistemi di intelligence e a contrastare tutti gli integralisti.




