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Rifugiati con pets, le Regioni organizzano l’accoglienza

Per la regolarizzazione dei pets le Regioni seguono le indicazioni generali del Ministero della Salute e si organizzano di conseguenza. La Regione Toscana ha diffuso una nota ai Servizi Veterinari regionali. Analoga operatività è stata adottata in Lombardia, dove le  ATS ( collaborano con la Federazione degli Ordini dei Veterinari.
Dopo le priorità dell’accoglienza, la seconda linea di intervento in favore dei cittadini dall’Ucraina è l’assistenza sanitaria. Le Regioni sono già mobilitate con il Ministero della Salute, per sburocratizzare le procedure e facilitare le vaccinazioni anti Covid.  Il Presidente delle Regioni Massimiliano Fedriga ha chiesto di “dar vita ad un sistema organizzativo alle nostre frontiere anche con il coinvolgimento del Ministero della Difesa e l’ausilio delle forze armate”.
Intanto le Regioni si sono dotate di procedure per l’assistenza sanitaria agli ucraini che raggiungono l’Italia. Le procedure prevedono anche la regolarizzazione dei pet eventualmente al seguito, dopo che il Ministero della Salute ha derogato alle norme di ingresso per gli animali da compagnia provenienti da un Paese Terzo quale è l’Ucraina.
Per la regolarizzazione dei pets non ci sono procedure operative univoche, le Regioni seguono le indicazioni generali del Ministero della Salute che ha previsto misure di emergenza.
La Regione Toscana ha diffuso una nota ai Servizi Veterinari regionali. Analoga operatività è stata adottata in Lombardia, dove le  ATS (qui le indicazioni della ATS Brianza) collaborano con la Federazione degli Ordini dei Veterinari.
L’Unità Operativa Veterinaria della DG Welfare di Regione Lombardia si è rivolta agli Ordini per raccogliere la raccolta di disponibilità ad erogare prestazioni veterinarie pro bono in favore di animali da compagnia introdotti sul territorio regionale da profughi ucraini. In collaborazione con le Prefetture, saranno attivati di Dipartimenti di Prevenzione Veterinari delle ATS per l’erogazione di prestazioni relative alla “regolarizzazione” degli animali introdotti nel territorio nazionale (vaccinazioni, sorveglianza sanitaria, etc.). “Rimarrebbe il problema relativo alla eventuale necessità di prestazioni professionali più complesse, non erogabili dai colleghi ATS”

“Non sapendo ancora come e dove saranno distribuiti questi profughi – si legge sul sito dell’Ordine dei Medici Veterinari di Milano –   si è individuata come soluzione più facilmente praticabile quella che ciascun Ordine provinciale raccolga in tempi più rapidi possibili le manifestazioni di disponibilità di colleghi e/o strutture operanti nel territorio di competenza e le trasferisca al Dipartimento di Prevenzione Veterinario della ATS di pertinenza che dovrebbe operare in raccordo con la locale Prefettura.
Questo anche per evitare- precisa la nota –  la diffusione a terze parti di elenchi di nominativi che potrebbero essere utilizzati in maniera impropria.

Fonte: AnmviOggi

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