Riprendono gli scontri tra giunta militare filorussa e ribelli terroristi in Mali
Proseguono in Mali gli attacchi coordinati lanciati da diversi gruppi armati. Esplosioni e sparatorie sono state segnalate a Bamako, la capitale, e nel sobborgo di Kati, sede di una base militare, nonché a Gao e nelle città centrali di Sevare e Mopti. Gli scontri sono ripresi oggi a Kidal, nel nord, dove il Fronte di liberazione dell’Azawad (Fla) dei ribelli tuareg sostiene di aver raggiunto un “accordo” sul ritiro dei militari russi dell’Africa Corps, che supportano le forze armate maliane: secondo l’Fla, che rivendica il controllo della città, i militari russi starebbero lasciando il Campo 2 di Kidal.
Il capo della giunta militare al governo del Mali, Assimi Goita, è stato evacuato da Kati dopo l’attacco di ieri e trasferito in un luogo sicuro. Uno dei membri della giunta è rimasto ferito: è stato colpito da due proiettili, che sono stati estratti ieri sera in una clinica della capitale. “Rfi”, inoltre, sulla base di fonti militari e della famiglia, conferma la morte del ministro della Difesa Sadio Camara, bersaglio di un attentato suicida con un camion che ha colpito la sua abitazione. Nell’attentato sono stati uccisi anche una delle sue mogli, due figli piccoli e diversi civili.
I militari russi dell’Africa Corps a Kidal hanno “respinto quattro attacchi massicci contro la postazione principale, nonché contro le postazioni del perimetro difensivo esterno”, attacchi sferrati da un migliaio di militanti “dotati di oltre 20 veicoli corazzati da combattimento, più di 80 pick-up, droni Fpv e mortai, e operanti con il supporto di istruttori ucraini”. Lo riferisce un comunicato dell’Africa Corps. Secondo la nota, “in un solo giorno sono stati distrutti: con fuoco di artiglieria e mortai, 12 pick-up con personale e armi, per un totale stimato fino a 50 militanti” e “32 combattenti negli scontri a fuoco”. “Diversi avamposti sono stati evacuati; alcune unità si sono riorganizzate e ritirate verso posizioni più favorevoli all’interno dell’insediamento”, prosegue l’Africa Corps spiegando che “il gruppo corazzato del distaccamento è stato parzialmente accerchiato dai militanti durante la giornata e, insieme ai soldati dell’esercito maliano, ha distrutto quattro pick-up con personale e armi”.
“Uno degli avamposti ha combattuto per tutta la giornata in completo accerchiamento, separato dalle forze principali a una distanza di sei chilometri, distruggendo sei pick-up con equipaggiamento militare; un pick-up è stato catturato insieme ad armi e munizioni”, precisa il comunicato. Gli attacchi, iniziati ieri e ripresi oggi in varie località del Paese, sono stati sferrati dal Fronte di liberazione dell’Azawad dei ribelli tuareg in coordinamento con i jihadisti del Gruppo per il sostegno dell’Islam e dei musulmani (Jnim). L’Fla ha rivendicato il controllo della città di Kidal e sostenuto di aver raggiunto un “accordo” sul ritiro dell’Africa Corps dal Campo 2.
Il portavoce del Fronte di liberazione dell’Azawad, Elmaouloud Ramadane, ha parlato all’emittente britannica “Bbc” del “coordinamento” con i jihadisti del Gruppo per il sostegno dell’Islam e dei musulmani. “Lavoravamo a questa operazione da molto tempo, in modo ben pianificato e, di fatto, in collaborazione”; “è difficile trovare una soluzione senza la loro partecipazione, e c’è stato coordinamento”, ha detto Ramadane. Il portavoce ha aggiunto che “tutti i punti di accesso di Gao sono caduti, ma gli accampamenti dell’esercito sono rimasti intatti”. Anche il gruppo Jnim, in un comunicato, ha confermato che gli attacchi facevano parte di un’operazione congiunta con l’Fla. Secondo fonti dell’emittente, l’Fla si è concentrato principalmente sulle città del nord, mentre Jnim sferrava attacchi simultanei in altre aree.
Un comandante sul campo dell’Fla coinvolto nell’assalto a Kidal ha dichiarato alla “Bbc” che il gruppo si stava preparando all’offensiva “da mesi” e che ora punta a “controllare Gao” per poi “far cadere Timbuctù”. L’esercito del Mali ha dichiarato di combattere quelli che ha definito “gruppi terroristici”, che sarebbero stati “sconfitti” con “diverse centinaia” di morti. A Bamako sono stati istituiti posti di blocco sulle strade che conducono all’aeroporto ed è stato imposto il coprifuoco dalle 21 alle 6 (ora locale) per le prossime tre notti. Il Mali è governato da una giunta militare filorussa guidata dal generale Assimi Goita, che ha preso il potere con un colpo di stato nel 2020 in un contesto critico per la sicurezza, per l’azione dei ribelli tuareg e dei militanti islamisti.
L’Unione europea, in una nota del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), ha condannato fermamente gli attacchi terroristici nel Paese africano, porgendo le condoglianze alle famiglie delle vittime e alle autorità maliane, ed esprimendo solidarietà al popolo maliano. L’Ue ha ribadito la sua “determinazione nella lotta al terrorismo” e il suo “impegno per la pace, la sicurezza e la stabilità in Mali e in tutto il Sahel”.
La Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Cedeo), in un comunicato di condanna e cordoglio, ha dichiarato che “questi atti atroci dimostrano ancora una volta la natura barbarica degli autori, che continuano a minacciare la pace, la sicurezza e la stabilità dell’intera sub-regione dell’Africa occidentale”, dichiara l’organizzazione. La Cedeao ha espresso “piena solidarietà al popolo e alle autorità” del Mali e ha invitato “tutti gli Stati, le forze di sicurezza, i meccanismi regionali e le popolazioni dell’Africa occidentale a unirsi e mobilitarsi in uno sforzo coordinato per combattere questo flagello”.
Anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso preoccupazione, condanna e solidarietà, sottolineando la necessità di proteggere i civili e le infrastrutture civili. Guterres ha chiesto “un sostegno internazionale coordinato per affrontare la crescente minaccia dell’estremismo violento e del terrorismo nel Sahel e per far fronte agli urgenti bisogni umanitari”. Gli Stati Uniti, attraverso l’ufficio Affari africani del dipartimento di Stato, hanno condannato l’accaduto e inviato “condoglianze alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che sono stati colpiti”. “Ci schieriamo al fianco del popolo e del governo maliano di fronte a questa violenza. Gli Stati Uniti rimangono impegnati a sostenere gli sforzi per promuovere la pace, la stabilità e la sicurezza in tutto il Mali e nella regione”, si legge in un messaggio pubblicato su X.




