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Senza casa: quanti sono e come aiutarli?

In un recente articolo, sul settimanale Sette, Mario Volpe scrive del documentario Lead me home nel quale Job Shenk e Pedro Kos, attraverso storie vere, raccontano la tragedia di più di 500.000 americani che passano la loro vita senza avere una casa. Persone che vivono per strada, persone cadute in fondo per colpa delle più disparate situazioni e vicende, dalla tossicodipendenza all’infermità mentale, dalla perdita del lavoro a problemi famigliari. A tutto questo numero spaventosamente alto di emarginati la sanità americana non dà ancora oggi risposte, troppo alti i costi, troppo ingiusto un sistema che se non hai un’assicurazione non ti cura e che comunque ti abbandona quando le cure diventano troppo lunghe od onerose rispetto a quanto si è pagato. Anche le persone portatrici di handicap si trovano troppo spesso abbandonate a se stesse ed ai costi spropositati degli ospedali e delle cure sanitarie si aggiungono i prezzi troppo alti anche le più umili abitazioni. La corsa al nuovo porta ad abbattere catapecchie, rifugi, case obsolete per costruire quartieri moderni nei quali non c’è più spazio, possibilità di accoglienza per i più poveri. Per comprendere una parte di questo dramma che si ripropone di anno in anno basta ricordare come l’anno scorso, in piena pandemia, centinaia di emarginati furono radunati in un immenso parcheggio e lasciati lì per molto tempo, abbandonati sull’asfalto con le loro coperte sporche e le loro speranze perdute. Noi in Italia abbiamo una sanità che si occupa anche dei più poveri ma ormai sempre più spesso vediamo persone che vivono per strada e, nonostante l’aiuto ed il lavoro delle associazioni di volontariato, la loro vita è continuamente a rischio, specie nei mesi più freddi e in certe zone. La nostra è una democrazia molto più avanti di quella statunitense ma bisogna fare ancora molti passi avanti per impedire ingiustizia ed indifferenza e vorremmo che tra i compiti dei sindaci ci fosse anche quello di provvedere meglio alle persone senza casa e di rendere noto ai propri concittadini, di mese in mese, qual è il numero di persone che vive per strada e come si può dar loro una mano.

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