
Solo racconti o programma politico? Muscardini presenta il libro ‘Il lupo e le ombre’
Qualcuno vi ha visto un programma politico nascosto, ma davanti ai (già o non ancora) lettori de ‘Il lupo e le ombre’ convenuti al Centro Internazionale di Brera a Milano (l’ex sede della rivista Critica Sociale), l’autrice Cristiana Muscardini ha spiegato che il suo libro è semplicemente una serie di racconti parte dei quali scritti per un libro pensato alcuni decenni addietro e mai realizzato.
Nessuna nostalgia, assicura Muscardini ad Andrea Vento, moderatore della presentazione, ma molta attualità, benché appunto molte storie siano state partorite tempo fa. L’attualità del libro, della metafora delle ombre e del velo tra visibile e invisibile che Vento ravvede in essa la spiega Giampaolo Nuvolati, professore di Sociologia all’università Bicocca di Milano: la polarizzazione sociale oggi è più che mai evidente – Nuvolati prende spunto da quella frontiera della postmodernità che Milano rappresenta per tutto il resto d’Italia -, con un centro città luccicante e riservato ai benestanti, un ceto medio che si assottiglia sempre più e finisce fuori dalla città, nell’hinterland, e una periferia metropolitana in cui vivono i ceti subalterni, che riescono a trovare posto in città e non in periferia perché sono funzionali alla vitalità stessa della città, a farla funzionare e a consentire di viverla a chi se la può permettere.
Ed ecco allora che il lupo, animale notoriamente caro all’autrice, rappresenta l’antitesi a questa urbanizzazione disumanizzante, perché incarna una socialità rispettosa delle regole del branco e mai aggressiva per il pure piacere di sopraffare il proprio simile come invece Muscardini diagnostica (e racconta) avvenire tra gli uomini. In un mondo in cui la dimensione metropolitana interessa la maggioranza della popolazione da ormai 20 anni e arriverà a essere lo stile di vita del 75% di tutto il pianeta entro il 2050, come segnale Nuvolati, la diversità tra aree urbane ed aree extraurbane, campagna, sfuma sempre più: si naviga online in un grattacielo come in un fienile. Ma proprio per questo, sottolinea Muscardini evidenziando il messaggio che vuole lanciare attraverso i propri racconti, occorre che anche la scienza e la tecnologia siano guidate, improntante a principi, a una visione che è compito della politica saper elaborare e proporre (in dialettica col sapere scientifico).




