Sventato attentato alle forniture energetiche per l’Italia
L’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, che dall’Azerbaigian attraversa la Georgia e la Turchia trasportando petrolio destinato anche all’Italia, era finito nel mirino di una cellula terroristica legata all’Iran che è stata smantellata all’inizio di marzo dal servizio di sicurezza statale azerbaigiano. È quanto emerge da un comunicato congiunto delle Forze di difesa di Israele (Idf) e delle agenzie d’intelligence Mossad e Shin Bet. La notizia assume particolare rilievo nel contesto attuale della crisi degli approvvigionamenti scoppiata a seguito della guerra in Iran. L’Azerbaigian è il secondo fornitore di petrolio dell’Italia dopo la Libia, con oltre 9.387.736 tonnellate giunte nel 2025. Peraltro, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parteciperà al vertice Ue-Armenia il 4 e 5 maggio a Erevan, e non è escluso che successivamente faccia tappa in Azerbaigian, come preannunciato dalla stessa premier dopo la recente missione nel Golfo.
La cellula terroristica pianificava attacchi contro diversi obiettivi e istituzioni ebraiche in Azerbaigian, tra cui l’ambasciata israeliana e la sinagoga a Baku. L’oleodotto era considerato un obiettivo strategico in quanto trasporta circa un terzo delle importazioni di petrolio di Israele, secondo quanto riferisce il comunicato. Stando alla dichiarazione israeliana, i membri della cellula avevano introdotto clandestinamente droni esplosivi in Azerbaigian e stavano raccogliendo informazioni sotto le direttive dei loro referenti iraniani. Secondo il comunicato, negli ultimi mesi Israele ha colpito una rete terroristica che prendeva di mira funzionari e obietti israeliani in tutto il mondo, e durante la campagna militare congiunta con gli Stati Uniti, iniziata lo scorso 28 febbraio, sono stati uccisi diversi membri di spicco dell’organizzazione.
All’inizio di marzo, il Servizio di sicurezza statale dell’Azerbaigian aveva annunciato di aver sventato un piano attribuito ai servizi segreti iraniani per colpire alcuni obiettivi nel Paese, tra cui l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, l’ambasciata israeliana a Baku, un leader della comunità ebraica mizrahi e una sinagoga ashkenazita. Secondo quanto riferito dalle autorità azerbaigiane, “la serie di operazioni terroristiche e di intelligence pianificate è stata orchestrata dal servizio di intelligence del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell’Iran (i pasdaran), che ha incaricato agenti locali di condurre attività di sorveglianza, procurarsi armi e garantire i trasporti”. Stando alle autorità, esplosivi sarebbero stati introdotti clandestinamente nel Paese da cittadini iraniani con il sostegno di complici azerbaigiani. Nei pressi dell’insediamento di Shikhov, nel distretto di Sabail, era stato trovato un contenitore con oltre 7,7 chilogrammi di esplosivo C-4, mentre nel distretto di Garadagh erano stati scoperti altri ordigni, tra cui una bomba telecomandata con un raggio d’azione di 250-300 metri. In seguito alle operazioni preventive, sono state arrestate diverse persone: quattro sono già state condannate a sei anni e sei mesi di reclusione per il loro coinvolgimento nel complotto, mentre altri sono stati fermati per preparazione di omicidio e possesso illegale di esplosivi e armi da fuoco.
Secondo il comunicato israeliano, Rahman Moqadam, capo di una divisione per operazioni speciali dell’intelligence dei pasdaran, era a capo della cellula ed è stato ucciso nelle prime fasi dei bombardamenti in Iran. Stando a quanto ricostruito dalle autorità israeliane, Moqadam aveva reclutato e addestrato degli agenti sia all’interno che all’esterno dell’Iran, chiedendo loro di raccogliere informazioni su leader politici israeliani, funzionari della sicurezza, installazioni militari israeliane e occidentali, nonché porti e navi israeliane in tutto il mondo. Secondo quanto riferito da Israele, Moqadam prestava servizio sotto il comando di Majid Khademi, un alto funzionario dell’intelligence del Corpo delle guardie rivoluzionarie, anch’egli ucciso durante la guerra contro l’Iran.
Un’altra figura centrale nella rete era Mohsen Suri, membro della stessa divisione di Moqadam. Secondo Israele, Suri incontrò cellule terroristiche al di fuori dell’Iran ed è stato ucciso in un attacco israeliano contro un rifugio dei pasdaran. A guidare la rete in Azerbaigian era Mahdi Yekeh-Dehghan, noto anche come “il dottore”. Il suo ruolo è stato scoperto a gennaio, quando le autorità turche hanno arrestato sei persone, tra cui un cittadino iraniano, con l’accusa di spionaggio politico e militare per conto dell’Iran, a seguito di raid coordinati in cinque province. Yekeh-Dehghan dirigeva la cellula, che si occupava di contrabbandare droni esplosivi dall’Iran attraverso la Turchia e fino a Cipro, nonché di raccogliere informazioni sulle forze statunitensi. Come riportato dalle Idf, a seguito dell’inizio degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, i pasdaran hanno intensificato i loro sforzi per creare cellule terroristiche all’estero e compiere attentati.




