Terremoto in Venezuela, tra omissioni di soccorso e Premio Nobel
La tragedia del Venezuela, ci commuove per la tanta sofferenza di tutta la sua popolazione ricordando anche i forti legami che, nel passato ed nel presente, è molto legato all’Italia
Questa tragedia ci dimostra come si viva in un’epoca nella quale i rischi dovuti alla scelleratezza umana, le guerre ed i cambiamenti climatici, si assommano alle violente manifestazioni della natura che, nonostante tutte le tecnologie, colpisce inesorabile senza che siano messi a punto strumenti per poterne percepire avvertimenti e segnali.
Se i molti miliardi utilizzati per arrivare su Marte o per inventare nuovi sistemi di intelligenza artificiale e similari, fossero stati investi per aumentare i controlli sui possibili terremoti, se fosse stato impedito di costruire nelle aree a rischio, se ci fossero tecnologie all’avanguardia per rendere i soccorsi immediati non piangeremmo tanti morti, non vedremmo tanta distruzione.
Assistere allo spasmodico lavorare dei soccorritori, compresi i nostri bravissimi Vigili del Fuoco e volontari della Protezione civile, che continuano a scavare per cercare qualche sopravvissuto senza avere a disposizione sufficienti mezzi meccanici necessari, fa veramente male specie se proviamo ad immedesimarci con chi è vivo sotto le macerie, da giorni, e non può essere estratto.
Per impossessarsi, di fatto, del petrolio venezuelano, imprigionare il presidente del Paese, portare a termine una manovra fantascientifica per togliere petrolio alla Cina aumentando nel settore il peso statunitense, Trump non ci ha pensato più di tanto e l’azione è stata più che rapida ma dove sono ora gli aiuti che gli Stati Uniti dovrebbero e potrebbero offrire al popolo venezuelano!
Ancora una volta di fronte ad una immane tragedia Trump volta la testa dall’altra parte, se non ci sono business da realizzare non è interessato, cosa importa la morte di decine di migliaia di latinoamericani? Uomini e donne per lui non contano come ha già dimostrato sia abbandonando l’Ucraina che con gli iraniani che si ribellavano al regime mai aiutati salvo poi bombardare tutti in una guerra nella quale non ha concluso nulla di positivo.
Forse anche l’omissione di soccorso adeguato, di fronte ad eventi così tragici, dovrebbe essere equiparato a crimine contro l’umanità ed ad un Nobel, in questo senso, Trump potrebbe aspirare.




