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Una società civile si basa su leggi condivise e rispettate o sull’uso della forza?

È una domanda semplice quella alla quale dobbiamo rispondere, qualunque sia la nostra colorazione politica: una società civile si basa sul rispetto di leggi condivise o sulla capacità di imporsi del più forte?

Dopo millenni di scontri sanguinari e massacri l’umanità, o almeno quella parte del mondo che ritiene di aver raggiunto un grado di progresso culturale e sociale che consente il rispetto di regole comuni, come pensa di affrontare il presente ed il futuro?

Nessuno è tanto ingenuo da non capire che il denaro, il potere, la conquista fanno parte della natura umana così come la prevaricazione e la violenza, per questo le leggi, il patto che le stabilisce, affinché il maggior ordine possibile scandisca la reciproca convivenza all’interno di uno Stato e tra Stati diversi, sono l’unica garanzia per i singoli, per i popoli e le nazioni.

Quando questo ordine è scardinato non c’è più sicurezza per nessuno, e quando il diritto è negato, la legge disattesa, solo la forza diventa il deterrente per non essere conquistati da chi usa la forza per conquistarti.

Ora la forza delle armi, la forza della tecnologia, la forza della informazione e della controinformazione, la forza che modica i costumi, la cultura, la stessa realtà, la forza che si appropria di ciò che è comune per tramutarlo in un bene proprio sta scardinando la nostra società.

In questi anni alcuni si sono appropriati dell’etere e dello spazio, non è stata solo un’operazione dovuta a scoperte scientifiche e per arricchimento individuale, attraverso le indubbie capacità di alcuni e l’ignoranza e l’acquiescenza di altri, ma un’operazione ad ampio respiro con un disegno politico specifico.

Oggi anche i più miopi sono costretti a guardare la realtà: l’uomo più ricco del mondo può dire all’Unione Europea che deve disintegrarsi e che in parte è già morta.

Il presidente di quella che si credeva essere la più grande democrazia del mondo è un affarista privo di scrupoli che cambia idea ad ogni sua dichiarazione, la cui parola vale meno di quella di un venditore di auto usate dell’ultimo stato del quinto mondo.

L’autoproclamato zar del costituendo nuovo impero russo, che da sempre mente sapendo di mentire, usa la religione per coprire i suoi delitti e sbeffeggia ogni legge e regola internazionale.

Il presidente cinese usa la mafia cinese per destabilizzare i paesi ai quali vuole vendere i suoi prodotti ed usa il damping di stato per scardinare definitivamente quell’organo ormai imbelle chiamato Organizzazione Mondiale del Commercio.

Una parte del mondo musulmano sogna ancora di poter estendere il califfato, se non con le armi con la dissoluzione della cultura occidentale.

Un’altra parte del mondo vive, anche per nostre responsabilità, nella fame e nella disperazione, sottomessa a bande armate, a dittatori sanguinari ed alla siccità ed alla fame.

L’Europa dopo decenni di promesse, programmi, parole non è ancora stata in grado di darsi una politica comune né per la difesa né per l’economia e movimenti politici di rilievo ancora si oppongono alla urgentissima necessità di un voto a maggioranza per impedire l’immobilismo del Consiglio bloccato dal voto all’unanimità.

Torniamo alla nostra domanda, una società civile si basa su leggi condivise e rispettate o sull’uso della forza?

Se scegliete l’uso della forza Putin, Trump, Musk, Kim Jong-un, Xi Jinping Ping e… hanno vinto.

Se scegliete le regole e le leggi dovete, dobbiamo armarci per difenderle.

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