Costume e Società

Calcio economicamente imprescindibile per l’Italia: vale 5 miliardi di fatturato

I numeri non mentono mai: 4,6 milioni di praticanti, 1,4 milioni di tesserati per la Figc, un fatturato stimabile intorno ai 5 miliardi di euro. Il calcio rappresenta il principale sport italiano, confermandosi un vero e proprio asset strategico in grado di accompagnare e favorire lo sviluppo dell’intero Sistema Paese. È quanto attesta la quinta edizione del Bilancio Integrato, sviluppato con la consulenza di PwC e pubblicato oggi sul sito della Figc, che analizzando i numeri del calcio italiano illustra i programmi di sviluppo della Federazione e i risultati raggiunti nel 2019, mettendo in luce l’efficienza organizzativa nell’ultimo anno alimentata anche dal processo di internalizzazione della strategia commerciale. Da sottolineare anche lo sviluppo delle squadre nazionali, il potenziamento dell’attività giovanile e la crescita del calcio femminile.

“Questa edizione del Bilancio Integrato ha un valore determinante per la programmazione dell’era post-Covid perché fotografa la dimensione e l’impatto socio-economico del calcio nel nostro Paese prima della pandemia”, ha dichiarato il presidente della Figc Gabriele Gravina. Il calcio rappresenta sempre più la grande passione degli italiani: 32,4 milioni di italiani si dichiarano interessati a questo sport, un numero rappresentativo del 64% della popolazione italiana over 18, mentre a livello globale il calcio italiano registra un’audience pari a 2,3 miliardi di telespettatori. “I riscontri sono davvero impressionanti, sia per l’enorme coinvolgimento tra i nostri concittadini, sia per il rilevante indotto economico, sociale e sanitario generato”, ha sottolineato ancora Gravina. Numeri che si traducono in importanti riflessi dal punto di vista economico: il fatturato diretto generato dal settore calcio è stimabile intorno ai 5 miliardi di euro, ovvero il 12% del Pil del calcio mondiale viene prodotto nel nostro Paese. Un sistema che continua inoltre a rappresentare il principale contributore a livello fiscale e previdenziale del sistema sportivo, con quasi 1,3 miliardi di euro generati solo dal calcio professionistico (in crescita del 47% tra il 2006 e il 2017 per un aggregato nell’arco del periodo di 12,6 miliardi di euro) e un’incidenza del 71,5% rispetto al gettito fiscale complessivo generato dal comparto sportivo italiano. A ciò si aggiunge una raccolta derivante dalle scommesse nel 2019 pari a 10,4 miliardi di euro, un numero quasi 5 volte più elevato rispetto al 2006. La Figc negli ultimi 15 anni è stata sempre in grado di produrre un utile, per un valore economico complessivamente creato pari a 48,7 milioni di euro.

Dati importanti soprattutto nell’ottica di quanto è accaduto successivamente con la pandemia di Covid che ha di fatto rischiato di mettere in ginocchio il sistema, soprattutto quello dei club. “Il calcio è sempre più la grande passione degli italiani, come Federazione abbiamo il dovere di sviluppare programmi adeguati, come già stiamo facendo, per impedire che il Covid la pregiudichi irrimediabilmente”, ha dichiarato ancora Gravina. Rilevante, infine, l’analisi dell’impatto socio-economico generato dal Sistema Calcio; il risultato di un programma di studio sviluppato in partnership con la UEFA (SROI – Social Return on Investment Model). L’analisi, nello specifico, ha definito il rilevante impatto socio-economico del calcio italiano, che risulta pari nel 2018-2019 a 3,1 miliardi di euro, dato che considera l’indotto economico, nonché quello sociale e sanitario. Nel modello di gestione dei principali asset infrastrutturali della Figc assume particolare importanza il Centro Tecnico Federale di Coverciano, su cui la Figc ha investito complessivamente 8,4 milioni di euro nel quadriennio 2016-2019 per la messa in sicurezza, l’ammodernamento e la crescita del livello dei servizi. Nel corso del 2019, la Federazione ha inoltre investito nel percorso della futura realizzazione di una nuova accademia federale presso il Salaria Sport Village di Roma. Diversi i programmi strategici impostati dalla Figc. A cominciare ovviamente dall’attività delle 19 rappresentative nazionali, con 262 partite disputate, oltre 600 calciatori e calciatrici convocati con ottimi risultati sportivi.

Il bilancio, infine, analizza anche lo sviluppo del calcio femminile, ovvero lo sport che sta crescendo di più al mondo e che finalmente anche in Italia sta trovando un concreto sviluppo delle sue potenzialità: solo negli ultimi 10 anni le tesserate per la Figc sono cresciute del 46,6%.

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