Costume e Società

Disastri ambientali, cambiamenti climatici e pochi interventi

Secondo i dati dell’Osservatorio sul clima di Legambiente in dieci anni, in Italia, ci sono stati quasi mille eventi climatici estremi che hanno colpito anche diverse città tra queste particolarmente Roma, Bari, Agrigento e Milano. Ci sono stati 416 allagamenti dei quali 319 in varie città d’Italia, molti blocchi dell’elettricità, interruzione delle strade e vari danni al patrimonio architettonico. 39 casi climatici estremi sono ascrivibili alla siccità, 257 alle trombe d’aria, 35 alle conseguenze causate dalle piogge violente e 118 da esondazioni di fiumi e torrenti. Questi eventi climatici di particolare gravità oltre a danni economici elevatissimi, sia per gli enti pubblici che per i privati pensiamo solo ai negozi ed alle case allagate o danneggiate, hanno mietuto molte vittime, si parla di più di 250 morti, dei quali 42 solo nel 2019 e più di 50000 sono state le persone evacuate per conseguenza delle frane e delle alluvioni. Colpite particolarmente le città che tutt’ora sono prive di un piano di pianificazione territoriale. Solo a Milano il Seveso ed il Lambro sono esondati 20 volte e vale ricordare che della necessità di affrontare e risolvere il problema esondazioni del Lambro e del Seveso si parlava, in consiglio comunale, già nel lontano 1980! Di pochi giorni fa l’allagamento di Crotone e delle aree circostanti. Questi drammatici eventi, che si ripeteranno presumibilmente sempre più spesso nel futuro in quanto è ormai noto a tutti che la crisi climatica è in corso, non hanno però indotto ad agire né il governo centrale né le Regioni e gli enti locali, infatti esistono, senza tutela e controllo, centinaia di luoghi a rischio in tutto il territorio nazionale. Non si interviene per la bonifica e pulizia dei letti dei torrenti e dei fiumi, non si provvede ad impedire la costruzione di case ed attività in zone a rischio così come non si demoliscono le costruzione che impediscono il decorso delle acque in caso di piena, non si curano i boschi, non si interviene dove il terreno avrebbe bisogno di radici forti per non smottare. Rimangono purtroppo l’incuria e l’indifferenza, anche di fronte a così tanti disastri, di tutti coloro che, nei vari anni e con diversi colori politici, erano e sono preposti ad amministrare, con diverse competenze, la nazione, una regione o un comune.

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