Il riccio, piccola sentinella
I ricci, che purtroppo vediamo spesso sulle strade uccisi dalle macchine, sono animaletti molto complessi e la loro presenza e buona salute ci garantiscono che l’ambiente dove viviamo è salubre, adatto alla nostra vita, infatti gli agenti inquinanti li uccidono o li fanno gravemente ammalare, dai loro problemi di salute arriva un forte segnale d’allarme anche per noi.
I ricci vivono sulla terra da 15 milioni di anni, sono sopravvissuti a tutto quello accaduto nei millenni ma ora la loro vita è a rischio e sono stati inseriti nell’elenco delle specie protette, nel solo Regno Unito il crollo è stato imponente, da trenta milioni di ricci negli anni settanta si è passati, secondo il monitoraggio effettuato, a ottocentomila nel 2018.
Nel 2014 il medico veterinario Massimo Vacchetta, fondatore del centro recupero ricci di Novello, Cuneo, insieme al suo staff si occupa del salvataggio dei ricci ammalati, feriti e dei piccoli rimasti orfani.
I ricci avrebbero una prospettiva di vita di quasi di dieci anni ma con l’attuale inquinamento e gli altri pericoli, non ultimi i tagliaerba e decespugliatori, arrivano solo a tre anni in media.
Il riccio non ha una gran vista ma un prodigioso udito ed olfatto e riconosce le persone che lo aiutano nei momenti di difficoltà e soffre gli eccessivi cambiamenti di clima, per loro la mancanza d’acqua è letale, chi abita in una casa con giardino dovrebbe, nei mesi caldi, lasciare a loro disposizione una ciotola d’acqua.
I ricci sono le sentinelle dello stato di salute dell’ambiente e si nutrono di insetti per noi nocivi o fastidiosi, fanno il nido in piccoli anfratti e cespugli, d’inverno vanno in letargo ma se sono troppo magri non ce la fanno e muoiono, molte volte possono creare un rapporto con i gatti e condividere la ciotola con i croccantini.
Se vedete un riccio siate contenti, vuol dire che l’ambiente dove abitare è sano e ricordate che i ricci portano fortuna, se trovate un riccio ferito o che si muove malamente aiutatelo sollevandolo con uno straccio, mettetelo in una scatola con qualcosa di caldo e contattate il veterinario.




