Costume e Società

La difesa degli habitat naturali è anche difesa contro nuovi virus e patologie

Qualche giorno fa alcuni bambini e ragazzi portoghesi si sono appellati alla Corte Europea denunciando 33 Stati che non hanno ancora applicato l’accordo di Parigi mentre in tutto il mondo gli effetti della crisi ambientale e climatica si fanno sempre più evidenti e preoccupanti. Anche la segretaria esecutiva di Ipbes (il panel intergovernativo creato nel 2012 sotto l’egida dell’ONU per incentivare la politica ad agire con migliori conoscenze scientifiche), in una intervista al Corriere della Sera, ha rilanciato l’allarme estinzione per decine di migliaia di specie vegetali ed animali, con le ovvie conseguenze anche per la vita umana.

La difesa degli habitat naturali è anche difesa contro nuovi virus e patologie, il rispetto dell’ambiente, l’agricoltura e l’allevamento sostenibili, la preservazione del territorio e la bonifica di tanti siti messi in pericolo sia dall’incuria che da edificazioni illegali o sbagliate sono alcuni dei tanti temi che la politica dovrebbe affrontare e invece ignora di fatto, basta pensare al continuo consumo di suolo, all’allargamento smisurato delle città mentre, proprio ora, il covid ci insegna che più vi è urbanizzazione  più il rischio aumenta. I dati forniti da Ipbes parlano di un’enorme quantità di virus sconosciuti, più di 540.000 virus sconosciuti in natura potrebbero infettare le persone e portare a nuove pandemie. Anne Larigauderie ricorda che i microbi in natura vivono in equilibrio con i loro ospiti animali e si propagano negli umani solo quando il loro habitat è disturbato tramutandosi in virus.

Le ragioni commerciali fino ad oggi hanno sempre prevalso ed impedito che la politica, sempre miope e in ritardo, avesse la forza, meglio ancora la volontà, di intervenire. Così in un mondo globalizzato, dove continuano a circolare sempre di più umani ed animali, anche i virus girano. Come abbiamo più volte ricordato con il Patto Sociale la necessità di salvaguardare l’ecosistema è una necessità globale perché la distruzione delle foreste amazzoniche, o brasiliane, per incrementare l’allevamento e l’agricoltura o la deforestazione in Romania, per fornire legname per i componenti d’arredo della grande distribuzione, sono altrettanto pericolosi per ogni luogo del mondo. Quello che avviene a decine di migliaia di km di distanza in breve influirà anche sulla nostra vita, modificando i venti e le piogge, causando quelle catastrofi naturali che tanto naturali non sono perché, a monte, c’è stata l’incosciente mano di uomini che hanno preferito un profitto immediato alla conservazione della vita di tutti. Queste sono responsabilità che ogni governo, in ogni parte del mondo, si deve assumere rendendosi finalmente conto che sia il sistema capitalista autoreferenziale che quello comunista hanno fallito.

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