Costume e Società

La Grande Maria

Pietà l’è morta o è in via di estinzione

È il 12 settembre del 1906 e ci troviamo a Kingsport una piccola e fiorente cittadina del Tennessee nata nel periodo di maggiore espansione delle ferrovie in Nord America.  Quella sera era molto atteso lo spettacolo di fama mondiale del Circo Sparks (The Sparks World Famous Shows). Nei fatti, un circo di piccole dimensioni che viaggiava negli Stati Uniti orientali e che, come unica vera attrazione aveva cinque elefanti. Fra questi vi era un esemplare femmina di ventidue anni, di provenienza asiatica denominata la Grande Maria (The Big Mary) per le sue particolari dimensioni. Pesava sulle cinque tonnellate e veniva presentata come anche più grande dell’enorme elefante Jumbo, attrazione del più ricco e famoso Circo Barnum (che si spostava per l’America con ben 84 carrozze ferroviarie!). Nel pomeriggio, durante la parata pubblicitaria, Walter Eldridge, un operaio vagabondo arrivato da pochi giorni in città ed assunto dal signor Sparks il giorno prima con il ruolo di addestratore di elefanti (ruolo mai rivestito in vita sua), guidava i pachidermi a cavallo di Maria con una lunga canna dalla punta affilata. Come riportano alcuni testimoni, durante la parata Maria si era fermata per raccogliere una fetta di cocomero da terra con la sua proboscide. Eldridge per farle riprendere la marcia pare che l’abbia pungolata più volte e con forza a un lato della testa al punto tale che l’elefantessa, esasperata, con una sola mossa lo fece cadere a terra e, presa dallo spavento generale, lo uccise schiacciandolo. Si racconta che il fabbro della città, un certo Hench Cox sparò anche alcuni colpi di pistola su Maria, ferendola superficialmente, ma senza inibirne la forza. Morto Eldridge, gran parte della folla iniziò ad urlare “A morte l’elefante! A morte l’elefante!”.

All’epoca (e credo non solo all’epoca), quando avvenivano tali incidenti, i proprietari dell’animale si affrettavano a spostarsi in un’altra località, a cambiare il nome dell’animale e a rivenderlo a un altro circo. Ma questo non fu il caso di Maria. Qualunque cosa fosse realmente successo, infatti, dopo aver ucciso il suo addestratore, già in giornata e il mattino seguente, venne denominata da tutti e su tutti i giornali della regione come Maria l’Assassina (The Murderous Mary) o l’Elefantessa Assassina (The Killer Elephant) o con altri epiteti simili. Quindi, non c’era più tempo per squagliarsela. Così, temendo per la sua reputazione e cercando di trarre profitto da tanto interesse, nonostante i vent’anni passati assieme con Maria, il signor Sparks decise di far sopprimere l’animale con uno spettacolo pubblico a pagamento. Del resto lo slogan del suo circo era “Morale, divertente e istruttivo!”. Ma sorse un problema: come si poteva uccidere un elefante di quelle dimensioni e in modo spettacolare?

È il 13 settembre. Il destino di Maria è segnato. Diverse fonti parlano di un’accesa e appassionata discussione fra i mastri del paese. L’ipotesi di una fucilazione venne scartata quasi subito avendo visto la resistenza del pachiderma alle pallottole. Alcuni presenti suggerirono di fulminare Maria con l’elettricità, come avvenne nel 1903 a Coney Island (con l’aiuto del grande scienziato Thomas Edison che si occupò personalmente dell’esecuzione dell’elefantino Topsy infliggendogli per 10 minuti una scossa di 6.600 Volt – dopo averlo anche avvelenato con delle carote al cianuro – di fronte a più di 1.500 spettatori paganti. Nota: esiste un filmato dell’epoca perché Thomas Edison fece filmare l’esecuzione). Anche di fronte a questa ipotesi si dovette desistere perché all’epoca in tutto il Tennessee non c’era abbastanza corrente elettrica per sopprimere un elefante di quelle dimensioni. Altri pii cittadini si offrirono volontari per portare in città un cannone della Guerra Civile per spararle in pancia. Altri proposero di schiacciarla lentamente tra due motori a vapore opposti, mentre alcuni suggerirono di legare la sua testa a una locomotiva e le sue gambe a un’altra e far partire i treni in direzioni opposte. Insomma, tante brillanti idee! Ma quella che trovò tutti d’accordo e, soprattutto il signor Sparks per l’evidente risonanza pubblicitaria che ne avrebbe tratto, fu quella di impiccare Maria presso lo scalo ferroviario del vicino paese dove vi era una grande torre meccanica in grado di sollevare le carrozze dei treni. Così, in tarda mattinata il circo partì in ferrovia per arrivare a Erwin, nella contea di Unicoi. Era un giorno piovoso e, dopo uno spettacolo del Circo in città, al quale Maria non partecipò perché incatenata ad un palo, una folla di circa 2.500 persone (fra cui molti bambini) si radunò nei pressi della ferrovia di Clinchfield per assistere alla sua esecuzione. Le fonti narrano di una folla eccitatissima che urlava e additava l’elefantessa come un demone, un terribile flagello e un’assassina e si mormorava che avesse già ucciso tre, sei, diciotto o persino venti uomini. Per impiccare l’elefantessa usarono una gru e una grossa catena. Il primo tentativo fallì: la catena si spezzò e Maria cadde sul terreno causando il momentaneo allontanamento della folla, che ne temeva la furia. Furia che non vi fu perché Maria nella caduta si era brutalmente spezzata l’anca tanto che diversi testimoni oculari raccontano di aver udito un rumore fortissimo. Al secondo tentativo, la catena non si spezzò e la Grande Maria, dopo dieci interminabili minuti di sofferenze, potè finalmente riposare in pace. Una fonte dice che l’hanno lasciata impiccata per circa mezz’ora per poi essere dichiarata morta dal medico locale, il dottor Stack. Le informazioni sul luogo e sulla sede della sua sepoltura sono discordanti. Qualcuno scrisse che il suo corpo venne addirittura dato alle fiamme. Secondo altri articoli sulla storia del circo Sparks, gli altri quattro elefanti, compagni di sventura di Maria, pare che abbiano barrito tutta la notte seguente e ci siano voluti diversi mesi affinché si calmassero rassegnati al loro destino.

Tanti animali nel Mondo e fra questi, anche tanti elefanti sono a rischio di estinzione per mano nostra. Dei circa cinquecentomila esemplari censiti molti sono in pericolo e più di duemila vivono ancora in cattività nei Circhi di mezzo mondo dove, di certo, non vivono contenti. Alla fine la Grande Maria è stata uccisa perché, come tanti animali, nonostante l’incredibile paziente accettazione della costante umiliazione subita dall’uomo, ha reagito, per pochi secondi, per lasciarsi andare all’istinto di sopravvivenza più intimo… la fame… per accontentarsi di uno sporco scarto di cocomero. O, da un altro punto di vista, è stata uccisa perché the World Famous Shows Must Go On. Lo spettacolo doveva e deve andare avanti. Oggi ad Erwin c’è un negozio di antiquariato che si chiama l’Elefante penzolante (Hanging Elephant) e che da decenni vende centinaia di magliette colorate con un’immagine della Grande Maria.

Finché gli uomini massacreranno gli animali, si uccideranno tra di loro. In verità, colui che semina il seme del dolore e della morte non può raccogliere amore e gioia (Pitagora)

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