Europa

A Bruxelles orgia durante il lockdown per un eurodeputato di Orban

Scandalo a Bruxelles: un festino hot tra sesso, droga e alcol in barba al lockdown scuote la capitale belga, cuore delle istituzioni europee. E scoppia un caso. Non solo perché gli uomini che hanno partecipato all’orgia venerdì scorso hanno ignorato ogni regola contro il coronavirus. Ma anche perché tra loro ci sarebbero stati diplomatici e funzionari europei ed un europarlamentare, noto esponente della politica ungherese legato a Victor Orban, che dopo essere stato scoperto si è dimesso.

La notizia è rimbalzata su tutti i media con la polizia che, pur senza fornire molte indicazioni sull’accaduto, ha confermato l’episodio. Sono stati proprio gli agenti venerdì scorso a fare irruzione in un locale sopra un bar del centro della capitale trovando una ventina di uomini, molti di essi nudi, che partecipavano al party tra droga e alcol. Tutti sono stati identificati e multati per aver violato il lockdown con un’ammenda di 250 euro. Ma uno di loro è riuscito a scappare e quando è stato riacciuffato dai poliziotti non ha potuto fare meno di dare le proprie generalità, ammettendo di essere un parlamentare europeo e provando a giocare la carta dell’immunità.

Immediata è scattata sul web la caccia all’identità dell’uomo mentre fonti dell’Eurocamera si trinceravano dietro la privacy per evitare ogni commento. Poi la conferma è arrivata dal diretto interessato: József Szájer, eurodeputato ultraconservatore di Fidesz che ha annunciato di essersi dimesso. “Ero presente”, ha ammesso in una dichiarazione. “Dopo che la polizia ha chiesto la mia identità, visto che non avevo documenti ho dichiarato di essere un eurodeputato. Sono profondamente dispiaciuto di aver violato le restrizioni Covid. E’ stato irresponsabile da parte mia”, ha sottolineato Szajer scusandosi con la famiglia, con i colleghi e con i suoi elettori che per quattro volte lo hanno votato al parlamento ungherese (tra il 1990 e il 2002) e quattro volte al Parlamento europeo, dal 2004.  “Chiedo loro di valutare il mio passo falso sullo sfondo di trent’anni di lavoro devoto e duro. Il passo falso è strettamente personale, io sono l’unico che ne deve assumere la responsabilità. Chiedo a tutti di non estenderlo alla mia terra o alla mia comunità politica”, ha aggiunto, precisando di non aver fatto comunque uso di droghe.

Szájer è una personalità in vista all’interno di Fidesz, di cui è stato uno dei fondatori, ed ha ricoperto incarichi di primo piano, come la vicepresidenza del gruppo del Ppe fino alla scorsa legislatura. Un passato ingombrante che mette ancora di più in imbarazzo le élite politiche a Bruxelles e a Budapest, investite dal tam tam di commenti sul web. In molti non perdonano a Szájer le sue posizioni sui matrimoni gay, bollate come “omofobe”. E che di certo mal si conciliano con il festino di venerdì 27 novembre.

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