Europa

Bruxelles studia un piano d’azione a lungo termine per le aree rurali

Una piattaforma per lo scambio di informazioni, una spinta alla creazione di sistemi dell’innovazione nelle campagne, strategie per la mobilità sostenibile e l’incremento dell’accesso ai servizi e alla banda larga. Sono alcune delle azioni previste dalla “visione” a lungo termine (2040) della Commissione Ue per rendere le aree rurali europee “più forti, connesse, resilienti e prospere”.

Nella comunicazione che presenta il nuovo Patto e il Piano d’azione Ue, la Commissione raccomanda a Stati membri e regioni di integrare di più gli interventi della Politica agricola comune (Pac) e della Politica di Coesione e di adottare il principio secondo cui tutte le decisioni prese dovrebbero essere ‘a prova di rurale’.

La vicepresidente della Commissione europea Dubravka Suica ha quindi sottolineato che l’integrazione in una strategia unica dei piani per la ripresa, dei fondi di coesione e di quelli della Pac per rendere le aree rurali più attrattive “‘oggi è una necessità”. Attualmente “c’è troppa Pac nelle aree rurali e troppa coesione nelle aree urbane – ha aggiunto il commissario Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski – è il momento di cambiare”. “Tutti i fondi sono stati rinforzati con il Recovery plan dell’Ue – ha detto la commissaria alla coesione Elisa Ferreira – l’elemento critico è usarli in una prospettiva che non sia solo settoriale ma territoriale per avere un effetto moltiplicatore delle risorse”.

Secondo il progetto di ricerca ‘Escape’, del programma studi ESPON, specializzato in analisi delle politiche regionali, finora le politiche Ue adottate contro l’abbandono delle aree rurali non hanno dato risultati tangibili e tre regioni rurali su cinque in Europa – ovvero il 40% del territorio e il 30% della popolazione – sono o saranno colpite dal declino demografico nei prossimi decenni.

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