Europa

Dalla Ue 600 milioni a 397 giovani ricercatori europei

Dai nuovi materiali fotoluminescenti, ai ‘cappotti’ per gli edifici per ridurre i pericoli delle isole di calore fino ai nanofilamenti per i computer quantistici: sono alcuni 397 progetti innovativi di ricerca vincitori dei finanziamenti Starting grant a cui il Consiglio Europeo della Ricerca (Erc) ha stanziato 619 milioni di euro, assegnati nell’ambito del nuovo programma quadro Horizon Europe della Commissione Europea. Ben 58 sono guidati da italiani – la seconda più folta schiera per nazionalità dopo i tedeschi – ma solo 28 sono i progetti ad essere ospitati da istituzioni italiane.

Sono 22 i Paesi che si sono aggiudicati quest’anno i finanziamenti per giovani ricercatori (Starting grnats) assegnati dall’Erc a 397 persone di 45 differenti nazionalità tra oltre 4000 proposte ricevute. A guidare la classifica per numero di progetti ospitati è la Germania (72), seguita da Francia (53) e Regno Unito (46) con l’Italia solo sesta con 28 vincitori così come la Svizzera. A guidare la lista in base alla nazionalità dei ricercatori è sempre la Germania con 67 seguiti dagli italiani al secondo posto, con ben 58 progetti vinti, e Francia (44) mentre i britannici sono solo noni con 12 ricercatori. I finanziamenti Erc vengono assegnati dal 2007 per promuovere i ricercatori più creativi la cui attività sono basate in Europa e questa sezione dei premi pubblicata oggi (Starting grants) è dedicata in particolare ai giovani e l’avvio di ricerche considerate particolarmente interessanti in tutti i settori di ricerca, dalla fisica alle scienze umane. Dei 397 ricercatori premiati il 43% sono donne, il 37% in più rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda l’Italia sono 28 i vincitori che svolgono la loro attività di ricerca nel nostro Paese, distribuiti in 17 tra università ed enti di ricerca: le università di Milano, Padova, Bologna, Pavia, Sapienza di Roma, Federico II di Napoli, Firenze, Perugia, Ca’ Foscari di Venezia, Bocconi di Milano, Genova, Modena e Reggio Emilia, Humanitas, il Politecnico di Bari, Human Tecnopole, Scuola Normale Superiore di Pisa e Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). Tantissimi i temi: dai nuovi materiali fotoluminescenti di Daniele Cortecchia dell’Iit alla ricerca di nuove tecniche per il raffreddamento passivo degli edifici e ridurre i pericoli delle isole di calore guidata Anna Laura Pisello dell’Università di Perugia, passando dai tentativi di scoprire l’origine dell’acqua presente sul pianeta dallo studio dei diamanti, guidato da Martha Giovanna Pamato dell’Università di Padova, fino a Nanowhyr guidato da Marta De Luca della Sapienza per sviluppare nuove tecnologie per i computer quantistici. Ben 15 dei progetti ospitati in Italia sono guidati da ricercatrici, un dato sopra la media europea.

“Lasciare che i giovani talenti prosperino in Europa e perseguano le loro idee più innovative: questo è il miglior investimento per il nostro futuro, anche considerando la concorrenza in continua crescita a livello globale. Dobbiamo fidarci dei giovani e delle loro intuizioni su quali aree saranno importanti domani”, ha commentato la presidente del Consiglio Europeo delle Ricerche, Maria Leptin.

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