Europa

Il Parlamento Ue vota per istituire il diritto alla disconnessione del lavoratore

Luce verde del Parlamento Ue al diritto a disconnettersi spegnendo telefonini e computer una volta terminato l’orario di lavoro. Gli europarlamentari hanno approvato una risoluzione accompagnata da una proposta di direttiva sul tema con 472 voti a favore, 126 contrari e 83 astensioni. Insieme alla risoluzione è stato però approvato un emendamento – presentato dai popolari del Ppe e duramente contestato dalla Confederazione dei sindacati europei Ces – che chiede alla Commissione Ue di posticipare di almeno tre anni qualsiasi azione legislativa sulla materia. In ogni caso, la proposta di direttiva chiede di assicurare il diritto alla disconnessione e mira a introdurre un sistema di misurazione dell’orario di lavoro per rendere più semplici eventuali ricorsi. Il testo prevede inoltre l’obbligo di fornire ai dipendenti tutte le informazioni sul diritto alla disconnessione e prevedere sanzioni in caso di violazione. In favore della risoluzione hanno votato gli eurodeputati di Pd, Forza Italia e Cinque Stelle. La Lega si è invece astenuta. “Non volevamo un’ulteriore direttiva a ingessare l’autonomia legislativa degli Stati membri e i relativi contratti collettivi nazionali di lavoro” ha detto l’europarlamentare leghista Elena Lizzi.

Il via libera all’emendamento è stato comunque un punto chiave imprescindibile per l’approvazione del testo che richiedeva una maggioranza qualificata e sul quale, il gruppo dei Socialisti e Democratici ha dovuto cedere, creando non poche tensioni all’interno del gruppo. In particolare, il Pd ha sostenuto la risoluzione nel suo insieme, astenendosi sull’emendamento. “Per far passare il testo abbiamo dovuto accettarlo”, ha commentato Brando Benifei, capo delegazione del Partito Democratico al Parlamento Europeo. I Cinque Stelle hanno invece votato contro l’emendamento del Ppe. “Abbiamo votato con convinzione contro – ha detto l’eurodeputata 5S, Daniela Rondinelli – tuttavia abbiamo sostenuto il testo nel voto finale perché è stato rafforzato anche grazie ai nostri emendamenti sul diritto dei lavoratori a ricevere informazioni chiare sulle loro mansioni”. Per Patrizia Toia (Pd) “il telelavoro non può diventare una nuova forma di teleschiavitù. Ora che milioni di europei stanno lavorando da casa a causa della pandemia è più urgente che mai una normativa europea per sancire il diritto alla disconnessione. E’ quello che ha chiesto oggi la maggioranza degli europarlamentari”, ha concluso Toia.

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