Europa

La Commissione europea prepara un ‘cyber-scudo’ per difendere la Ue dagli attacchi

La Commissione di Bruxelles lavora alla realizzazione di un ‘cyber-scudo’ per rafforzare la risposta agli attacchi informatici e alle interferenze straniere su infrastrutture critiche. “Soggetti statali e non statali usano le tecnologie per infrangere lo stato di diritto per obiettivi politici, la minaccia è reale e ogni giorno diventa più importante”, ha detto l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell presentando la nuova strategia Ue per la sicurezza informatica. “Nel 2019 si sono registrati 450 incidenti che hanno coinvolto infrastrutture critiche, come il settore energetico e finanziario”, ha spiegato. Nel corso della presentazione è stato citato anche il recente attacco contro l’Ema, l’agenzia europea per i farmaci, che sta lavorando per dare il via libera ai vaccini anti-Covid.

La Commissione propone quindi di avviare un network di centri per la sicurezza informatica, supportati dall’intelligenza artificiale, per creare uno scudo di sicurezza in grado di prevenire e rispondere tempestivamente agli attacchi. Inoltre a febbraio la Commissione presenterà una nuova Unità per la sicurezza informatica per la condivisione di dati tra più istituzioni.

“Abbiamo un regime di sanzioni già attivo – ha ricordato Borrell – e utilizzato a luglio e ottobre, contro quattro organizzazioni supportate da Russia, Cina e Nord Corea”. Borrell ha inoltre rivolto un inviato al Consiglio Ue affinché si possano prendere decisioni sulle sanzioni a maggioranza qualificata per accelerare e rendere più efficace il sistema.

All’interno del piano per la lotta contro gli hacker, la Commissione Ue propone di riformare la direttiva Nis, sulla sicurezza della rete, per rafforzare i requisiti a cui devono attenersi imprese e fornitori di servizi e anche misure di controllo più rigorose per le autorità nazionali.

“Sappiamo di essere un obiettivo per attacchi informatici e stiamo lavorando a delle risposte, ad esempio con un sistema di solidarietà Ue per rispondere quando uno stato membro viene colpito” ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Margaritis Schinas durante la conferenza stampa. Inoltre, Bruxelles sta lavorando ad una nuova normativa per aumentare il livello di resilienza delle infrastrutture critiche: ospedali, reti energetiche, ferrovie, banche, pubbliche amministrazioni, laboratori di ricerca e produzione di dispositivi medici e medicinali.

L’esecutivo Ue intende poi rafforzare la cooperazione con organizzazioni internazionali e Paesi terzi per assicurare uno spazio internet sicuro a livello globale. Il costo annuo del crimine informatico per l’economia globale è stimato arrivare a 5.500 miliardi di euro entro la fine del 2020, il doppio rispetto al 2015. A causa della pandemia, il 40% dei lavoratori è passato allo smart working e due quinti degli utenti ha riscontrato problemi di sicurezza, un’azienda su 8 è stata colpita da attacchi informatici.

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