Europa

La Commissione stabilisce nuove leggi in materia di pubblicità politica, diritti elettorali e finanziamento dei partiti

La Commissione europea ha presentato una proposta sulla trasparenza e sul targeting della pubblicità politica nel quadro delle misure volte a tutelare l’integrità delle elezioni e il dibattito democratico aperto. Secondo le norme proposte, ogni messaggio pubblicitario di natura politica dovrebbe essere chiaramente qualificato come tale e contenere informazioni riguardanti, ad esempio, chi l’ha finanziato e quanto è costato. Le tecniche di targeting politico e di amplificazione dovrebbero essere spiegate pubblicamente e con un livello di dettaglio inedito, e sarebbero vietate quando si utilizzano dati personali sensibili senza il consenso esplicito dell’interessato. La Commissione propone inoltre di aggiornare le attuali norme dell’UE relative ai “cittadini mobili” dell’UE e al loro diritto di voto alle elezioni europee e comunali, nonché ai partiti politici europei e alle fondazioni politiche europee.

Con la transizione digitale in corso, i cittadini devono essere in grado di capire con facilità se stanno guardando contenuti politici a pagamento – online e offline – e devono poter partecipare a dibattiti aperti, liberi da disinformazione, interferenze e manipolazioni. I cittadini dovrebbero essere in grado di vedere chiaramente chi ha sponsorizzato uno spot politico e perché. Le principali misure previste dalla proposta di regolamento sulla trasparenza e sul targeting dei messaggi pubblicitari di natura politica comprendono quanto segue.

  • Ambito: tra i messaggi pubblicitari di natura politica rientreranno quegli spot realizzati da un personaggio politico, a suo favore o per suo conto, nonché i cosiddetti messaggi pubblicitari di sensibilizzazione che possono influenzare l’esito di elezioni o referendum, un processo legislativo o normativo o ancora un comportamento di voto.
  • Avvertenze sulla trasparenza: la pubblicità politica a pagamento deve essere chiaramente qualificata come tale e fornire una serie di informazioni fondamentali. Tra queste devono figurare in modo ben visibile il nome dello sponsor e un avviso di trasparenza facilmente reperibile che riporti: 1) l’importo speso per lo spot politico, 2) la provenienza dei fondi utilizzati e 3) la correlazione tra il messaggio pubblicitario e le elezioni o i referendum pertinenti.
  • Condizioni rigorose per il targeting e l’amplificazione: saranno vietate le tecniche di targeting politico e di amplificazione che utilizzano o deducono dati personali sensibili quali l’origine etnica, le convinzioni religiose o l’orientamento sessuale. Tali tecniche saranno autorizzate solo previo consenso esplicito della persona interessata. Il targeting potrebbe essere autorizzato anche nell’ambito delle attività legittime di fondazioni, associazioni o organismi senza scopo di lucro con finalità politiche, filosofiche, religiose o sindacali, quando è diretto ai rispettivi membri. Per la prima volta sarà obbligatorio includere negli spot informazioni chiare che spieghino per quale motivo la persona è oggetto di targeting, e pubblicare, tra le altre cose, quali gruppi di individui sono stati presi in considerazione, in base a quali criteri e con quali strumenti o metodi di amplificazione. Le organizzazioni che ricorrono al targeting politico e all’amplificazione dovranno adottare, applicare e rendere pubblica una politica interna sull’uso di tali tecniche. Se non potranno essere soddisfatti tutti i requisiti di trasparenza, non sarà possibile pubblicare un messaggio pubblicitario di natura politica.
  • Sanzioni pecuniarie in caso di infrazioni: gli Stati membri saranno tenuti a introdurre sanzioni pecuniarie efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di violazione delle norme sulla trasparenza della pubblicità politica. Ai sensi del regolamento proposto, le autorità nazionali per la protezione dei dati monitoreranno in particolare l’uso dei dati personali a fini di targeting politico e avranno il potere di imporre sanzioni pecuniarie conformemente alle norme dell’UE sulla protezione dei dati.

La Commissione ha altresì proposto di rivedere le norme dell’UE sul finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee. Il quadro attuale presenta una serie di lacune che impediscono ai partiti e alle fondazioni di funzionare correttamente e assolvere la loro missione di portavoce dei cittadini dell’UE. Gli aggiornamenti del regolamento sono tesi ad agevolare le interazioni dei partiti politici europei con i rispettivi partiti membri a livello nazionale e transfrontaliero, ad aumentare la trasparenza, in particolare in relazione alla pubblicità politica e alle donazioni, a ridurre gli oneri amministrativi eccessivi e ad aumentare la sostenibilità finanziaria dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee.

Infine la Commissione ha proposto di aggiornare le norme vigenti in materia di elezioni europee e comunali per i cittadini dell’UE che risiedono in uno Stato membro diverso da quello di cui hanno la cittadinanza (“cittadini mobili dell’UE”). Sebbene siano circa 13,5 milioni i cittadini che si trovano in tale situazione, pochissimi esercitano il loro diritto di voto alle elezioni europee e comunali. Al fine di garantire una partecipazione inclusiva in vista delle elezioni europee del 2024, la Commissione propone modifiche mirate alle direttive vigenti in materia di diritti elettorali, tra cui l’obbligo di informare proattivamente tali cittadini in merito ai loro diritti elettorali, l’uso di modelli standardizzati per l’iscrizione alle liste elettorali in qualità di elettori o di candidati nonché l’uso della lingua comunemente parlata dai cittadini mobili dell’UE residenti in un determinato territorio. La proposta prevede inoltre garanzie affinché i cittadini mobili dell’UE non siano cancellati dalle liste elettorali nel paese di origine.

Le proposte saranno ora discusse in sede di Parlamento europeo e di Consiglio. Per garantire che le elezioni del Parlamento europeo del 2024 si svolgano secondo i più elevati standard democratici, le nuove norme dovrebbero entrare in vigore ed essere pienamente attuate dagli Stati membri entro la primavera del 2023, ossia un anno prima delle elezioni.

Fonte: Commissione europea

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