Europa

La Francia spinge per cambiare il Patto di Stabilità europeo

C’è un'”opportunità storica” di modificare le regole del Patto di stabilità che per lungo tempo hanno stretto l’Europa nella morsa del rigore: a circa un anno dall’avvio della lotta anti-Covid e all’indomani dell’annuncio della Commissione Ue di prorogare, almeno per tutto il 2022, la sospensione dei vincoli di bilancio fissati dai trattati di Maastricht, la Francia si appella ai partner dell’Unione affinché avviino al più presto le discussioni per cambiare le regole del gioco.

Dall’Europarlamento, il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, afferma che la revisione delle regole del Patto di Stabilità dovrebbe abbandonare il deficit strutturale. Per lui bisogna andare verso variabili “ancorate alla spesa”, o al “debito buono”. E non esclude una ‘golden rule’ limitata. “Nella trasformazione delle nostre economie ci potrebbe essere margine per discutere se ci possa essere una ‘clausola verde’ per gli investimenti in regola con il green deal”. “Bisogna cogliere l’opportunità storica di cambiare le regole di bilancio dell’Europa”, dice da parte sua il segretario di Stato francese agli Affari europei, Clément Beaune, intervistato da Les Echos, all’indomani degli annunci di Paolo Gentiloni sulla prorogata sospensione dei vincoli di bilancio. Tornare al Patto in vigore prima del Covid, “sarebbe rischiare di fare gli stessi errori del 2011-2012”, avverte il francese, riprendendo le stesse argomentazioni del commissario italiano responsabile dell’Economia. Quindi l’appello di Parigi ad avviare una “riflessione” il “più presto possibile”. Per Beaune, in questo dibattito che plasmerà l’Europa futura, “dobbiamo evitare un doppio scoglio: quello del lassismo e della faciloneria, il che equivale a volersi sbarazzare di ogni cornice di bilancio, e inversamente, quello che consiste a ripristinare le stesse regole di prima, come se la crisi non ci fosse stata”. Nella zona euro il livello del debito sarà superiore al 100% del Pil e le regole di prima non saranno più adatte”. Un “tema molto sensibile”, prosegue il fedelissimo del presidente Emmanuel Macron, su cui bisogna darsi “il tempo di discutere collettivamente”, incluso con la Germania. Obiettivo? Riuscire a “costruire la nuova strategia di crescita dell’Europa post-crisi, nel quadro di nuove regole di bilancio”, entro la presidenza di turno francese dell’Ue, a inizio 2022. Per Beaune, “il principale tema di discussione sarà quello del debito”. La “soglia del 60% del Pil è oggi sconnessa dalle attuali realtà economiche”, avverte, aggiungendo: “In altri termini, se vogliamo ridurre il debito, bisognerà fissare traiettorie credibili”.

Intervenendo su radio Classique, anche l’ex premier e presidente dell’Institut Jacques Delors-Notre Europe, Enrico Letta, ha invocato una riforma radicale del Patto di Stabilità, che non sia più soltanto basato su vincoli di bilancio, ma agganciato a “nuovi criteri di sostenibilità verde e sociale”. In un intervento pubblicato a febbraio sulla rivista Il Grand Continent, l’ex capoeconomista del Fmi, Olivier Blanchard, suggeriva addirittura di sostituire i vincoli con semplici standard comuni. Una proposta da molti ritenuta eccessiva ma che ha indubbiamente contribuito a rilanciare il dibattito attraverso l’Unione.

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