Europa

Ok del Parlamento europeo alla semplificazione della politica agricola comune

Il Parlamento europeo ha approvato (con 492 voti favorevoli, 111 contrari e 39 astensioni) la semplificazione della Pac, la politica agricola comune) per alleggerire il carico burocratico che grava sulle aziende agricole; la semplificazione dovrà ora essere concretamente concordata e poi implementata d’intesa tra la Commissione europea e gli Stati dell’Unione europea.

La novità più significativa è che gli ecoschemi, che erano stati seriamente contestati da Coldiretti, non saranno più obbligatori per gli agricoltori con meno di 10 ettari e/o con un numero limitato di capi. Le aziende agricole che rientrino entro questi limiti saranno automaticamente considerate come conformi ad alcuni requisiti per mantenere i terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali e non dovranno più certificare attraverso la compilazione degli ecoschemi di essere per l’appunto in regola con le norme europee per la tutela di territorio e ambiente

Le altre misure prevedono l’estensione dei pagamenti in caso di crisi anche a epizoozie, con soglie di perdita ridotte e copertura per danni rilevanti a superfici e allevamenti. Gli aiuti per lo sviluppo imprenditoriale delle piccole aziende agricole salgono da 50.000 a 75.000 euro. Sono previsti sostegni agro-climatico-ambientali che possono assumere la forma di pagamenti per unità di bestiame adulto. Vengono ridotti i tempi di approvazione dei piani strategici e la possibilità per gli Stati membri di obbligare all’uso di sistemi digitali, purché accessibili, supportati e con adeguata tutela dei dati. I prati permanenti sono definiti come terreni non arati o riseminati da almeno sette anni o come non seminativi al 1° gennaio 2023. Inoltre, le aziende fino a 50 ettari potranno essere considerate conformi alla regola delle tre colture e, infine, le aziende biologiche e quelle situate in aree Natura 2000 sono considerate automaticamente conformi a diverse norme BCAA. Via libera anche a disposizioni che rafforzano i sostegni alla cooperazione tra agricoltori e introducono incentivi per investimenti in materiale genetico e animali di qualità. Le modifiche approvate dal Parlamento dovranno ora passare al voto del Trilogo, ma il voto di oggi rappresenta un segnale politico di grande rilievo nel percorso di semplificazione per le imprese agricole.

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