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Più potere agli Stati? Ci pensa già il Consiglio europeo

I sovranisti invocano un’Europa nella quale gli Stati nazionali abbiano più potere. Non si sono accorti che è in questa Europa, nell’Europa attuale, che il massimo sovranismo si espleta all’interno del Consiglio europeo, là dove i capi di Stato e di governo, tra un veto incrociato ed un’alleanza tattica, decidono a maggioranza e spesso con l’obbligo dell’unanimità. La Commissione è un organo esecutivo, il Parlamento non ha ancora pieno potere legislativo ed il Consiglio, è solo il Consiglio, come più volte abbiamo detto e scritto, che decide il futuro di noi cittadini. E se all’interno del Consiglio alcuni Stati predominano ottenendo, tramite i loro governi, opzioni, imposte a tutti ma più vantaggiose per i loro  sistemi economici o sociali, questo è il risultato della capacità che si ha o meno di pesare, di intrecciare alleanze, di proporre iniziative, provvedimenti credibili. Non è alzando la voce o minacciando, specie quando si è deboli e non preparati, che si ottengono solidarietà ma dimostrando concretamente di conoscere quali sono i problemi da affrontare subito e quelli futuri che devono già da ora trovare proposte e soluzioni. Visione politica per cambiare l’attuale Europa sovranista è dare vita ad un’Europa confederata, come passo iniziale per arrivare un domani ad una possibile federazione, un’Europa che applichi il sistema comunitario per decidere all’interno del Consiglio, che sappia armonizzare i sistemi fiscali, doganali, giuridici almeno per i reati più gravi, che abbia una difesa comune ed un unica intelligence per combattere il terrorismo in tutte le sue forme criminali, in sintesi quell’Europa politica della quali si parla da troppo tempo inutilmente proprio perché gli Stati hanno preferito il sovranismo alla costruzione dell’Unione.

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