Europa

Quella bandiera che mancava

Tutto bello alla finale, tutto e tutti. E una vittoria a un Europeo non s’improvvisa, viene da lontano, e l’Italia quando vuole sa ancora essere grande tra i grandi. Però – una bandiera europea poteva saltare fuori nei festeggiamenti su quel campo, Wembley dopo il Brexit, in un’Europa dove dagli scozzesi ai belgi, dagli spagnoli ai greci, dai danesi (abbiamo vinto anche per loro) ai tedeschi, dagli irlandesi a perfino quasi tutti i francesi, per non parlare in America Latina o in Africa, tutti tifavano per noi. Una bandiera europea che è anche nostra e sventoliamo su tutti i comuni o scuole. La vittoria sarebbe stata ancora più forte, l’avremmo come offerta a quell’Europa che vuole essere unita. Il grazie a tutti, e anche la soddisfazione, avrebbero avuto qualcosa in più. Peccato, perché per molti sugli spalti o in televisione, il messaggio sarebbe stato forte, e la sconfitta ancora più sconfitta. Del resto, col poco rispetto per inno e altro, la platea inglese avrebbe forse avuto da riflettere al cospetto delle dodici stelle in campo blu, vittoriose. La nostra ciliegina sulla torta. Senza che si sia rovinata la festa, un’occasione è stata mancata.

Non è stata una dimenticanza: è che ancora ne resta di lavoro da fare per questi “simboli” che ravvivano un’appartenenza e un destino ma ancora poco sentiti.

(E neanche io avevo una bandiera europea a portata di mano, ahimè).

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