Europa

Rafforzare la libertà dei media nell’UE

L’UE è attivamente impegnata nella protezione dell’indipendenza e della sicurezza dei giornalisti quali esponenti cruciali del corretto funzionamento democratico delle sue istituzioni e degli Stati membri. La libertà dei media, tuttavia, si sta deteriorando negli ultimi anni. Minacce, molestie, pubblico ludibrio e persino omicidi sono in aumento.

Nella sessione plenaria di novembre il Parlamento europeo voterà una relazione di iniziativa preoccupato per quanto sta accadendo nel mondo dei media reputando fondamentale combattere la l’odio e la disinformazione per difendere lo Stato di diritto e la democrazia nell’UE.

Secondo il World Press Freedom Index 2020, l’Europa continua a essere il continente in cui vigono ancora la libertà di stampa e la pluralità di voci ma negli ultimi anni tali principi stanno vacillando e la pandemia di coronavirus ha esacerbato questo processo. Così i giornalisti, e chi lavora nei media in generale, si trova ad affrontare ambienti sempre più ostili in numerosi Stati membri dell’UE, con casi di violenza, minacce e molestie che crescono a un ritmo allarmante (con le giornaliste in particolare più vulnerabili a questi reati).

Nel frattempo, la trasformazione digitale ha contribuito ad un forte calo del ricavi dei media tradizionali. La diffusione, su vasta scala, di social media, piattaforme di messaggistica e notizie online hanno reso le informazioni più accessibili a un pubblico più ampio. Purtroppo però le fonti online sono difficili da verificare contribuendo alla diffusione di disinformazione e ad una sempre crescente sfiducia nei media tradizionali che stanno accusando il colpo.

La libertà dei media è una preoccupazione molto forte per le istituzioni dell’UE. Nel 2013, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a proporre procedure e meccanismi concreti legalmente vincolanti per salvaguardare il pluralismo dei media. Ha ribadito questo invito nel 2018, rilevando in una risoluzione che gli sviluppi politici in vari Stati Membri stavano portando a una maggiore pressione sui giornalisti. Nel 2019 è stata adottata una nuova direttiva UE per proteggere chi fa informazione. Infine, il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 menziona il pluralismo dei media tra le misure riguardanti i contenuti digitali, gli audiovisivi e altri settori dei media.

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo ha adottato una proposta di relazione a sostegno del processo di rafforzamento della libertà dei media in Europa il 27 ottobre scorso. La relazione, redatta da Magdalena Adamowicz (PPE, Polonia), sottolinea che combattere il bavaglio ai media, l’incitamento all’odio e la disinformazione non è rilevante solo per i diritti umani, è un fattore fondamentale per la difesa dello Stato di diritto e della democrazia nell’UE.

La relazione affronta sei questioni principali: libertà e pluralismo dei media, indipendenza politica dei media, protezione di giornalisti, questioni finanziarie, incitamento all’odio e disinformazione. Presenta anche una serie di raccomandazioni: aggiunta di un capitolo specifico sul monitoraggio della libertà dei media nell’annuale relazione sullo Stato di diritto; controlli più rigorosi sul finanziamento pubblico dei media; l’istituzione di un fondo permanente per sostenere l’indipendenza dei media; un quadro normativo più solido per combattere la disinformazione.

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