Europa

Soldi in cambio di responsabilità: come funzionerà il Mes leggero per sostenere la sanità pubblica

La Commissione europea monitorerà le spese degli Stati membri che accederanno alle linee di credito del Mes in linea con l’accordo politico raggiunto dai governi. Secondo quanto trapelato prima della presentazione ufficiale del Mes da parte della Commissione stessa, la sorveglianza riguarderà la coerenza tra le spese e gli obiettivi di spesa sanitaria. Così l’esecutivo europeo commenta le ipotesi di una ‘sorveglianza rafforzata’ da parte di Bruxelles sui paesi che chiederanno i finanziamenti del Fondo salva Stati per fronteggiare la crisi economica scatenata dal coronavirus. La Commissione “sarà chiamata a vigilare la coerenza delle spese che verranno effettuate e gli obiettivi di spesa e prevenzione in campo sanitario”, dice il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni. “Si lavora per adattare regolamenti figli di un’epoca precedente alle decisioni politiche” prese all’Eurogruppo e poi adottate dal Consiglio europeo, sottolinea l’ex premier. “E le decisioni politiche sono quelle che verranno rispettate”. Una portavoce della Commissione ha confermato che l’esecutivo Ue “non ha ancora preso decisioni sull’implementazione dell’accordo” sulle linee di credito del Mes, ma “tutti i sistemi di sorveglianza e di monitoraggio saranno in linea con l’accordo politico raggiunto all’Eurogruppo e al Consiglio Europeo”.

L’accordo raggiunto dai governi prevede che l’accesso al Mes senza condizionalità possa essere richiesto dai paesi per fronteggiare le spese sanitarie dirette e indirette. Al momento quindi, la Commissione dovrebbe limitarsi a controllare che i fondi vengano effettivamente utilizzati dagli Stati per le spese sanitarie legate alla pandemia di Covid-19, ulteriori eventuali strette saranno oggetto di trattativa tra i governi. In attesa che la Commissione metta sul tavolo la sua proposta sul Recovery Fund legato al bilancio pluriennale della Ue, (che sarà operativo solo nel 2021), l’esecutivo Ue apre di nuovo alla possibilità che a causa dell’urgenza dei paesi più colpiti dalla crisi, Italia in testa, si possa ricorrere a una soluzione ponte. “Riconosciamo che serve una soluzione ponte tra oggi e l’avvio del quadro finanziario pluriennale e dello strumento per la ripresa”, dice il portavoce della Commissione, Eric Mamer. “Serve una soluzione transitoria che permetta di incoraggiare investimenti prima dell’entrata in funzione del quadro finanziario pluriennale e dello strumento per la ripresa”. Proprio ieri la Commissione aveva annunciato che il Recovery Fund sarà operativo solo nel gennaio 2021. Ma anche secondo Gentiloni bisogna fare in fretta: subito dopo la diffusione del dato del Pil del primo trimestre crollato del 3,8% nella zona euro, il commissario Ue ha parlato di “shock senza precedenti”. Ed è per questo, ha aggiunto, “che serve un piano per la ripresa che sia sufficientemente grande, mirato alle economie e ai settori più colpiti, e che possa essere dispiegato nei prossimi mesi. Se non ora, quando?

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