Europa

Tutela Igp della Ue per 50 eccellenze dell’artigianato italiano

Dall’alabastro di Volterra al vetro di Murano, passando per i gioielli di Torre del Greco, la ceramica di Caltagirone e il merletto Goriziano, le campane di Agnone e il mobile d’arte Veronese: sono una cinquantina i prodotti italiani che hanno le carte in regola per diventare prodotti protetti dal marchio Igp (Indicazioni geografiche protette) dell’Ue. La Commissione europea ha infatti proposto di riconoscere ai più caratteristici manufatti artigianali e industriali italiani e degli altri 26 Paesi Ue lo stesso tipo di tutela destinata oggi alle Dop e alle Igp alimentari. Uno scudo contro le imitazioni e le frodi nel mercato interno, sull’online e negli accordi di libero scambio che l’Ue stipula con Paesi terzi.

Per ottenere la tutela europea e il simbolo dell’Indicazione geografica protetta, i prodotti dovranno soddisfare alcuni requisiti chiave: ad esempio, vantare una reputazione consolidata, avere caratteristiche qualitative attribuibili all’origine geografica e garantire che almeno una delle fasi di produzione avvenga nell’area di origine.

Secondo la proposta di Bruxelles, la procedura di autorizzazione prevede due tappe, una prima a livello nazionale e la seconda affidata all’Ufficio europeo per la protezione dei brevetti (Euipo). La tutela delle Igp “aumenta la visibilità del prodotto e del territorio e contribuisce ad attrarre turisti, aumentare i posti di lavoro e la competitività, in particolare nelle aree rurali e meno sviluppate. Tutti fattori molto rilevanti all’indomani del Covid-19”, spiegano a Bruxelles.

La decisione di intervenire per applicare anche ai prodotti artigianali e industriali il marchio Igp arriva dopo dieci anni di studi e appelli ripetutamente lanciati dall’Europarlamento e dal Comitato europeo delle Regioni (Cdr). Tutelare i prodotti dell’artigianato locale “è un dovere, come aveva chiesto il Cdr già nell’ottobre scorso approvando all’unanimità il parere elaborato da Martine Pinville, consigliera regionale della Nuova Aquitania”, ha sottolineato Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio Regionale del Veneto e capo della delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni.

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