A Venezia si sfornano leghe ecologiche alternative alle terre rare
Le terre rare, come spiega piega Stefano Bonetti, fondatore e direttore scientifico di Rara Factory, spin-off deep-tech dell’Università Ca’ Foscari Venezia, prima realtà italiana interamente dedicata alla ricerca, allo sviluppo e alla prototipazione di materiali sostenibili alternativi, hanno costi ambientali elevatissimi perché «la loro estrazione è tutto tranne che sostenibile. È complicata, necessita di processi che definiremmo sporchi dal punto di vista ambientale e della salute, oltre che molto costosi». E presentano anche alti rischi geopolitici: l’Europa importa il 98% delle terre rare dalla Cina.
Ecco allora l’importanza di trovare alternative alle terre rare, un po’ come per il petrolio negli anni ’70. Grazie a un algoritmo brevettato e all’AI, è proprio quello che è stato fatto a Venezia, dove sono stati trovati materiali alternativi che combinano elementi facilmente reperibili in natura, mantenendo proprietà equivalenti o superiori rispetto alle leghe tradizionali. «Il materiale delle composizioni è pari al numero degli atomi nell’universo. I tentativi avrebbero potuto essere infiniti. Noi, invece, abbiamo inventato un algoritmo legato alle validazioni in laboratorio, quindi collegato al mondo reale. Questo ci ha aiutato a creare una mappa dei materiali, più precisamente di come si distribuiscono in natura» riferisce Bonetti. «Partiamo da materiali più poveri e abbondanti, come silicio, alluminio, ferro, calcio, guardando ad alcune delle loro proprietà e cercando di combinarli per creare una copia che abbia la proprietà della terra rara che ci interessa». Un esempio? «I magneti sono fondamentali per la transizione ecologica e dipendono da una terra rara molto costosa e altrettanto inquinante chiamata neodimio». Nel solo campo di applicazione dei magneti (che oggi vale 54 miliardi a livello globale e potrebbe toccare i 90 miliardi nel 2030) le applicazioni della tecnologia Rara Factory, spiegano dal laboratorio, possono generare un risparmio sui costi dei materiali fino al 40%. Ma in pochi mesi, a Rara Factory sono già riusciti ad arrivare al traguardo di oltre 100 leghe, materiali nuovi sfornati ogni giorno.
Michele Bugliesi, fondatore e amministratore delegato di RARA Factory, professore ordinario di Informatica, già rettore di Ca’ Foscari, ha commentato: “Con RARA Factory vogliamo dimostrare che è possibile generare impatto non solo scientifico, ma anche industriale e sociale, partendo dall’eccellenza accademica italiana. Il nostro obiettivo è costruire una catena del valore completa, con partner industriali, istituzionali e investitori di primissimo piano contribuendo a creare un ecosistema competitivo che connetta ricerca, imprese e territorio».




